Il biopic su Michael Jackson, diretto da Antoine Fuqua e co-prodotto dagli eredi della famiglia Jackson, ha registrato un esordio straordinario al botteghino internazionale. Il film ha stabilito il record del miglior debutto di sempre per un biopic musicale, superando "Bohemian Rhapsody" (2018) con un incasso globale di 217 milioni di dollari. Di questi, 120,4 milioni sono arrivati da 82 mercati internazionali e 97 milioni dal Nord America. Nonostante questo successo commerciale, l'uscita della pellicola è stata accompagnata dal riemergere di nuove e gravi accuse di abusi contro la popstar, riaccendendo il dibattito sulle controversie che hanno segnato la sua carriera.
Parallelamente all'uscita del film, quattro fratelli—Aldo, Eddie, Dominic e Marie Nicole Cascio—hanno intentato una nuova azione legale contro Jackson, accusandolo di adescamento e abusi sessuali su minori. I Cascio, frequentatori della popstar negli anni Ottanta, hanno dichiarato di essere stati "manipolati" e usati come “soldati” per difenderlo. Eddie Cascio ha affermato: “Siamo stati plagiati. Siamo stati manipolati. Ci aveva fatto sentire come se fosse tutto: un amico, un padre, ogni forma di supporto emotivo. E lo era”. La loro piena consapevolezza degli abusi sarebbe arrivata dopo la visione del documentario HBO "Leaving Neverland" (2019). I Cascio avevano già raggiunto un accordo extragiudiziale di 16 milioni di dollari nel 2020; alla scadenza, nuove richieste di risarcimento hanno reso la disputa nuovamente pubblica.
Il biopic tra celebrazione, controversie e l'eredità di Jackson
Il biopic di Antoine Fuqua si è imposto come un evento cinematografico, alimentando il dibattito sulla complessa figura di Michael Jackson (1958-2009). La pellicola, pur celebrando la parabola artistica di uno degli artisti più influenti e innovativi della musica pop, è stata criticata per aver evitato una trattazione esplicita delle numerose controversie giudiziarie che hanno caratterizzato gran parte della sua vita. La produzione, in particolare gli eredi Jackson, avrebbe adottato una linea prudente, evitando di affrontare pienamente le accuse di abusi, nonostante la loro vasta copertura mediatica. Questa strategia ha contribuito al successo globale del film, focalizzando la narrazione sugli aspetti musicali.
Tuttavia, essa continua a sollevare interrogativi sulla capacità del cinema di offrire una rappresentazione fedele e completa di artisti la cui esistenza è stata segnata da luci e profonde ombre. Il successo al botteghino testimonia il persistente interesse per l'eredità culturale di Jackson e il dibattito che ne deriva.