L'edizione 2026 della Biennale di Venezia è al centro di una controversia internazionale. L'alto rappresentante dell'Unione Europea, Kaja Kallas, ha definito il ritorno della Russia «moralmente sbagliato», annunciando l'intenzione dell'Ue di tagliare i finanziamenti. La motivazione è che «mentre la Russia bombarda musei, distrugge chiese e cerca di cancellare la cultura ucraina, non dovrebbe esserle permesso di esporre le proprie opere».

La Lettonia, tramite il segretario di Stato agli Esteri Artjoms Ursulskis, ha rafforzato la posizione europea chiedendo l'esclusione di Mosca.

Riga sostiene che la partecipazione russa rischierebbe di «normalizzare» l'aggressione a Kiev e «indebolire la pressione su Mosca». La richiesta ha il sostegno di altri venti Stati Ue e dell'Ucraina. Il governo italiano, con Giorgia Meloni e Alessandro Giuli, pur contrario alla presenza russa, ha sottolineato l'indipendenza organizzativa della Fondazione Biennale.

Scontro sui finanziamenti e l'autonomia della Biennale

La disputa si è intensificata con l'avvio, da parte della Commissione europea tramite l'Eacea, di una procedura per sospendere o revocare un finanziamento di 2 milioni di euro (2025–2028). La Biennale ha trenta giorni per presentare osservazioni. Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura della Camera, pur apprezzando la governance, ha chiarito che le responsabilità per eventuali sanzioni ricadrebbero sulla Fondazione.

Il vicepremier Matteo Salvini ha annunciato la sua presenza all'inaugurazione del 9 maggio, criticando la decisione Ue di sospendere i fondi come una mossa da «spilorci». Ha ribadito che il padiglione russo è proprietà della Federazione Russa, non soggetto alla Biennale o allo Stato italiano. L'episodio rivela profonde divergenze tra istituzioni europee, governo italiano e la gestione della manifestazione, toccando temi cruciali come l'autonomia delle fondazioni culturali, i finanziamenti pubblici e la selezione dei partecipanti in un quadro di tensioni geopolitiche.

La Biennale: storia, rilevanza e sfide attuali

Fondata nel 1895, la Biennale di Venezia è un evento di spicco per l'arte contemporanea mondiale.

La sua struttura a padiglioni nazionali ha sempre bilanciato autonomia gestionale e rapporti istituzionali. L'indipendenza statutaria della Fondazione è spesso dibattuta in momenti di crisi. La partecipazione russa si inserisce in un contesto già segnato da tensioni geopolitiche e discussioni sulla responsabilità delle manifestazioni culturali nel panorama internazionale.

Con centinaia di migliaia di visitatori e artisti da oltre 80 Paesi, la Biennale è un crocevia culturale. Il padiglione russo, progettato nel 1914, è uno degli spazi nazionali storicamente più rilevanti. Un'eventuale esclusione della Federazione Russa non sarebbe un precedente assoluto, dato che decisioni simili sono state prese in precedenti crisi internazionali.

La vicenda attuale, con la minaccia di sanzioni finanziarie europee e la riaffermazione dell'autonomia gestionale italiana, riflette la complessa interazione tra cultura, finanza pubblica e relazioni interstatali, segnando un nuovo capitolo nella storia ultracentenaria della Biennale di Venezia.