La regista indiana Payal Kapadia è stata nominata presidente della giuria della Semaine de la Critique alla 79ª edizione del Festival di Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio 2026. Accanto a Kapadia, la giuria sarà composta dall’attore canadese Théodore Pellerin, dalla cantautrice francese Oklou, dalla produttrice ghanese-britannica Ama Ampadu e dal giornalista e direttore del Bangkok World Film Festival, Donsaron Kovitvanitcha. La Semaine de la Critique, che nel 2026 celebra la sua 65ª edizione e si svolgerà dal 13 al 21 maggio nell’ambito del Festival di Cannes, è riconosciuta come una delle sezioni più importanti a livello globale dedicate ai primi e secondi lungometraggi di autori emergenti.

Nata nel 1986 a Mumbai, Payal Kapadia ha sviluppato un corpus di opere, tra cortometraggi e lungometraggi, in cui la poesia si confronta con una visione politica intransigente del suo Paese. Questa dualità è il fulcro della sua poetica cinematografica, un universo espressivo che narra miti popolari, porta alla luce vite invisibili, esplora lotte di classe e la realtà della condizione femminile in India. La sua formazione registica è avvenuta presso il Film & Television Institute of India a Pune, dove ha realizzato i cortometraggi Afternoon Clouds e And What is the Summer Saying, selezionati rispettivamente per la Cinéfondation e la Berlinale.

Un percorso di riconoscimenti internazionali

Il suo primo lungometraggio documentario, A Night of Knowing Nothing, è stato presentato alla Quinzaine des Réalisateurs nel 2021, vincendo l’Œil d’Or come miglior documentario.

Payal Kapadia ha dichiarato: “Il mio percorso come regista è stato sostenuto fin dall’inizio grazie alle selezioni dei festival cinematografici. Attraverso questi ho avuto l’opportunità di incontrare altri come me provenienti da tutto il mondo e mi hanno aiutato a costruire una comunità di futuri collaboratori”.

Nel 2024, il Festival di Cannes le ha attribuito il Grand Prix per il suo secondo lungometraggio, All We Imagine as Light, consolidando la sua posizione nel panorama internazionale del cinema d’autore. Kapadia succede nel ruolo di presidente della Semaine de la Critique allo spagnolo Rodrigo Sorogoyen. Il Grand Prix assegnato da questa giuria è considerato uno dei premi più prestigiosi per i registi emergenti, fondamentale per la loro visibilità e per il sostegno alle opere prime.

Sostenere il cinema indipendente: una forma di resistenza

La regista ha sottolineato l'importanza di questo ruolo in un momento in cui “il cinema indipendente si sta erodendo in ogni Paese”. Kapadia ha affermato: “Sostenere le opere prime dei registi è quasi una forma di resistenza alle forze del mercato. La critica cinematografica è una delle componenti chiave dell’ecosistema del cinema indipendente e d’autore. I primi film sono spesso più liberi, audaci e coraggiosi, dotati di una voce individuale, e sostenerli è assolutamente essenziale. I primi film sono anche fragili e il fatto di essere coltivati in una sezione come la Settimana della Critica li aiuta a fiorire tra le opere di registi già affermati”.

Tra gli altri membri della giuria, Théodore Pellerin si è distinto per il premio Révélation ai Cesar di quest’anno e alla Semaine de la Critique. La produttrice Ama Ampadu e la cantautrice Oklou apportano le loro esperienze dal cinema africano e dalla musica europea, mentre Donsaron Kovitvanitcha rappresenta un ponte con il continente asiatico. L’edizione 2026 della Semaine de la Critique si conferma così una piattaforma internazionale d’avanguardia, offrendo spazio e visibilità a nuove voci del cinema mondiale.