Debutta il 25 aprile, in prima visione assoluta su Rai 3 alle 00.30, “She”, il docufilm di Parsifal Reparato che svela le condizioni delle operaie sfruttate nel polo industriale dell’elettronica di Bắc Ninh, in Vietnam. Il documentario, successivamente disponibile su RaiPlay con particolare evidenza per la Festa dei lavoratori il 1° maggio, offre uno sguardo su uno dei più grandi complessi industriali mondiali, dove circa 100.000 persone lavorano, l’80% delle quali sono donne.
“She” porta in televisione italiana una testimonianza diretta sullo sfruttamento intensivo delle lavoratrici, mettendo in luce la perdita della percezione del tempo, dei bisogni personali e dei diritti individuali.
Attraverso un dispositivo cinematografico che predilige l’anonimato di volti e corpi, il racconto restituisce un’immagine fortemente espressiva e toccante della realtà vissuta da queste donne. Parsifal Reparato ha dichiarato: “She è un film sulla resistenza nascosta, sul diritto a esistere come persone, non solo come forza lavoro. Ma è anche una proposta: ciò che le operaie hanno messo collettivamente in scena può rappresentare l'inizio di una nuova storia”.
Realizzato in coproduzione da AntropicA, PFA Films, Les Films d’oeil Sauvage e Luce Cinecittà, il film ha riscosso un’ampia accoglienza in numerosi festival internazionali. Ha debuttato in anteprima mondiale nella Critics’ Week alla 78ª edizione del Festival di Locarno il 9 agosto 2025 e ha proseguito il suo percorso venendo proiettato al Ji.hlava International Documentary Film Festival, al Festival di Adelaide – dove è stato premiato come Miglior documentario – e al Festival dei Popoli di Firenze, dove ha ottenuto due riconoscimenti e la segnalazione nella shortlist dei Nastri d’Argento per la sezione documentari.
A maggio, il film sarà in selezione al Jeonju International Film Festival in Corea del Sud e al Jean Rouch International Film Festival in Francia.
Il lavoro femminile nell’industria elettronica del Vietnam
“She” si distingue per l'approfondimento della vita quotidiana delle donne impiegate nella fabbrica di Bắc Ninh, una delle maggiori realtà produttive del Paese. La regia immersiva di Reparato alterna scene girate all’interno della fabbrica a momenti della vita privata delle operaie. Le condizioni di lavoro descritte includono turni di dodici ore, spesso notturni, con un carico psicofisico significativo che si riflette sulla quotidianità delle lavoratrici. Questo contesto è presentato non solo come una questione locale, ma come un riflesso delle dinamiche globali delle filiere produttive moderne, evidenziando punti di contatto con altre realtà internazionali del lavoro femminile nel settore manifatturiero.
Il film, della durata di 75 minuti, è il risultato di anni di lavoro e ricerca. Reparato visitò per la prima volta il Vietnam nel 2012 e iniziò le riprese alla fine del 2020. Le restrizioni legate alla pandemia hanno prolungato la produzione, rendendo necessario anche l’utilizzo di ricostruzioni in studio per le scene interne alla fabbrica. La collaborazione con professionisti come Emma Ferulano e Michela Cerimele per la sceneggiatura, Lorenzo Casadio Vannucci per la fotografia, e Alice Roffinengo e Armando Duccio Ventriglia per il montaggio, ha permesso di restituire una narrazione equilibrata tra documentario sociale e racconto visivo potente.
Riconoscimenti e impatto globale del documentario
Oltre al successo in Italia, “She” ha ottenuto affermazione anche in campo internazionale. La distribuzione è gestita da CAT&Docs, con proiezioni già programmate nelle sale cinematografiche di Londra, New York, Toronto e Firenze, grazie al premio DocXChange nell’ambito di Visioni Incontra. L’opera è una coproduzione tra Italia e Francia, coinvolgendo AntropicA, Les Films de l’Œil Sauvage, PFA Films e Luce Cinecittà, confermando un approccio europeo e globale al tema del lavoro femminile.
La critica internazionale ha evidenziato l’efficacia emotiva e la potenza delle immagini del documentario. In occasione del Festival di Adelaide, la giuria ha sottolineato come, attraverso una “lente sia discreta che compassionevole”, il regista abbia saputo mettere in luce la resistenza e la dignità delle lavoratrici vietnamite, offrendo una riflessione attuale sulle condizioni di lavoro femminile nelle industrie a livello mondiale.
L’opera, che completa idealmente il percorso già avviato da Reparato con “Nimble Fingers” e si pone come secondo segmento di una trilogia sul tema del lavoro femminile globale, apre una finestra su una realtà spesso ignorata ma centrale per comprendere i meccanismi dell’economia contemporanea.