L'Università di Verona ospiterà il World Shakespeare Congress (WSC) 2026 dal 20 al 26 luglio. Annunciato il 23 aprile 2026, il congresso quinquennale è stato scelto per la presenza del Centro di ricerca interdipartimentale Skenè (diretto da Silvia Bigliazzi) e per il cinquantesimo anniversario dell’International Shakespeare Association. Il tema, "Planetary Shakespeares", esplorerà il ruolo di Shakespeare in relazione alle sfide ecologiche e al destino del pianeta. L'evento, con centinaia di relatori internazionali, promuoverà un dialogo tra teatro, letteratura e ambiente, con eventi aperti al pubblico nel centro storico.
Verona in scena: spettacoli, musica ed eventi culturali
Durante il WSC, il centro storico di Verona offrirà un ricco programma di spettacoli, concerti ed eventi teatrali e musicali nei luoghi più iconici, connettendo il patrimonio culturale veronese (legato a Giulietta e Romeo) alle tematiche attuali. Parallelamente, dal 20 al 25 luglio, la sesta edizione del Verona Shakespeare Fringe (VSF) presenterà performance innovative e produzioni artistiche internazionali. Un appuntamento di spicco sarà la rappresentazione del "Giulio Cesare", il 24 luglio, a cura della compagnia taiwanese Contemporary Legend Theatre al Teatro Romano. Lo spettacolo, intitolato "Caesar's Maze: An Infinite Loop", promuove dialogo interculturale e nuove interpretazioni shakespeariane.
Il prestigio del Centro Skenè e Verona capitale culturale
La scelta di Verona per il World Shakespeare Congress 2026 riflette il prestigio del Centro di ricerca interdipartimentale Skenè, specializzato nella drammaturgia contemporanea e nelle opere di Shakespeare. Verona, già scenario delle tragedie shakespeariane, si afferma come capitale culturale internazionale, punto di incontro per accademici, artisti e pubblico. Il congresso celebra inoltre il cinquantesimo anniversario dell’International Shakespeare Association, istituzione chiave per la promozione degli studi shakespeariani globali. Dopo edizioni a Praga (2011), Londra (2016) e Singapore (2021), l'appuntamento veronese consolida il ruolo della città come riferimento per la comunità scientifica e culturale internazionale.