Venezia si conferma epicentro dell'arte internazionale con la mostra "Liquid Archive", allestita a Campo Santo Stefano dal 5 maggio all’11 ottobre 2026. L'evento pone al centro un profondo dialogo tra arte contemporanea e l'acqua, elemento fondativo e identitario della città, oggi più che mai cruciale per la sua storia e le sue attuali fragilità. Curata da Maddalena Pelù, l'esposizione riunisce le opere di sei artiste di spicco: Angela Anzi, Katya Ev Anton, Anna Grebner, Marie-Luce Nadal, Clara Rivault, Kiki Smith e Flaminia Veronesi.
"Liquid Archive" si configura come un archivio effimero, una raccolta temporanea di memorie, riflessioni e interpretazioni legate all'acqua.
Rappresenta ciò che rischia di andare perduto, ma anche la potenza inarrestabile della trasformazione. Il percorso espositivo abbraccia le diverse pratiche delle artiste coinvolte, unendo linguaggi e materiali differenti in una riflessione sull'acqua intesa come materia, metafora, emozione e condizione esistenziale. Ogni opera testimonia un approccio personale, intrecciando temi sociali, ecologici e vitali.
Le Artiste e le Loro Opere: Dialoghi tra Acqua, Identità e Natura
Angela Anzi indaga la figura mitologica della sirena come strumento per esplorare i processi di silenziamento e domesticazione del femminile. Katya Ev Anton presenta una ricerca sul latte materno cristallizzato, trasformando l'allattamento in un gesto di cura e resistenza, come nell'opera "Untitled (milk)".
Anna Grebner si concentra sulla fragilità ecologica dell'acqua e sul legame intrinseco tra il corpo umano e l'ambiente naturale, nella sua serie intitolata "acid in the shell".
Le installazioni di Marie-Luce Nadal esplorano le forme transitorie di nuvole, nebbia, vapore e umidità, catturando il senso di precarietà e mutamento. Clara Rivault, voce ecofemminista, interpreta l'acqua come spazio di emozione e invocazione. Kiki Smith espone la scultura in bronzo "Mother", dove la mitologia marinara diventa un archivio di memorie collettive legate all'acqua. Infine, Flaminia Veronesi utilizza un linguaggio interpretativo e ludico per evocare creature anfibie e mutanti, sospese tra dimensioni umane e animali.
Venezia: Scenari Artistici e la Centralità dell'Acqua
Venezia, città nata e sviluppatasi sull'acqua, si rivela la sede più emblematica per ospitare una riflessione artistica su questo elemento. Campo Santo Stefano, storica piazza cittadina, funge da punto d'incontro tra tradizione e contemporaneità, grazie alla presenza di numerose istituzioni culturali. In questo contesto, "Liquid Archive" si inserisce come iniziativa partecipe della vivace stagione espositiva veneziana del 2026, che include anche altri importanti appuntamenti come la Biennale di Arte Contemporanea e la mostra dedicata a Patrick Saytour a Palazzo Vendramin Grimani. Questi eventi confermano la vocazione della città a promuovere il dialogo tra le pratiche artistiche attuali e il ricco patrimonio storico e naturale veneziano.
Campo Santo Stefano: Un Polo di Innovazione Culturale
Situato nel sestiere di San Marco, a breve distanza dai principali poli culturali veneziani, Campo Santo Stefano è tradizionalmente un luogo di incontri e manifestazioni pubbliche. Durante la stagione 2026, la presenza di "Liquid Archive" contribuisce a rafforzare il ruolo del quartiere come polo di innovazione culturale. Le installazioni effimere suggerite dalla mostra richiamano la tradizione di Venezia come città portuale, da sempre crocevia di scambio tra differenti culture e linguaggi artistici.
Negli ultimi anni, l'acqua è divenuta sempre più protagonista sia nelle riflessioni artistiche che nei dibattiti civili su Venezia. La mostra curata da Maddalena Pelù e dalle sei artiste internazionali amplifica queste tematiche, offrendo nuovi spunti attraverso la forza e la fragilità intrinseca della dimensione liquida.