È scomparsa all’età di 97 anni Claire Maurier, nome d’arte di Odette-Michelle-Suzanne Agramon, attrice francese icona del secondo Novecento europeo. La sua morte, avvenuta domenica 3 maggio, è stata annunciata dalla famiglia. Nata a Céret nel 1929, Maurier ha costruito una carriera straordinaria lunga oltre sessant’anni, caratterizzata da una notevole versatilità che l’ha vista protagonista in teatro, televisione e cinema, con più di novanta apparizioni sul grande schermo.

Il grande pubblico la ricorderà per ruoli emblematici che hanno segnato la storia del cinema francese, come la madre severa del giovane protagonista in «I 400 colpi» (1959) di François Truffaut e la burbera ma indimenticabile proprietaria del café ne «Il favoloso mondo di Amélie» (2001) di Jean-Pierre Jeunet.

La carriera di un’icona del cinema

Figlia di un direttore di cinema, Claire Maurier si avvicinò al mondo dello spettacolo in giovane età. Dopo aver completato gli studi al Conservatorio di Bordeaux, dove ottenne riconoscimenti sia nella commedia che nella tragedia, si trasferì a Parigi per perfezionarsi. Il suo debutto avvenne a teatro nei primi anni Cinquanta, ma fu il cinema a offrirle la svolta decisiva.

Nel 1959, il ruolo della madre dura e distante in «I 400 colpi», al fianco di Jean-Pierre Léaud, le aprì le porte della notorietà internazionale. Negli anni Sessanta, Maurier collaborò con alcuni dei nomi più importanti del cinema francese, tra cui Édouard Molinaro e Gilles Grangier. Recitò in film di grande successo come «Cucina al burro» (1963), dove affiancò giganti della comicità quali Fernandel e Bourvil.

La sua carriera fu caratterizzata da un’alternanza di momenti di grande visibilità e periodi più riservati, durante i quali l’attrice continuò a lavorare intensamente in televisione e, soprattutto, a teatro, dove rimase una presenza costante e molto apprezzata. Negli anni Settanta, tornò al cinema con interpretazioni significative, tra cui quella in «Il vizietto» (1978), nuovamente sotto la direzione di Molinaro, e successivamente in «Una brutta storia» (1980) di Claude Sautet, ruolo che le valse una prestigiosa candidatura ai premi César come miglior attrice non protagonista.

Ruoli memorabili e l’eredità artistica

La popolarità internazionale di Claire Maurier tornò a brillare nel 2001 con «Il favoloso mondo di Amélie», dove interpretò Madame Suzanne, una figura memorabile nel celebre café parigino di Montmartre.

Questa performance contribuì a cementare la sua immagine nell’immaginario collettivo.

Negli anni successivi, l’attrice continuò a lavorare con registi affermati e nuovi talenti, fino a uno dei suoi ultimi ruoli cinematografici in «La testa tra le nuvole» (2010) di Jean Becker, dove recitò accanto a Gérard Depardieu. La sua capacità di interpretare personaggi complessi e profondamente umani, unita a una straordinaria versatilità, ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama culturale europeo, rendendola un punto di riferimento per generazioni di spettatori e professionisti dello spettacolo.