Il 9 maggio 2026, il Tribunale di Firenze ha assolto tre attivisti di Ultima Generazione, due uomini e una donna, dalle accuse di danneggiamento e interruzione di pubblico servizio. La sentenza riguarda una protesta condotta presso la Galleria degli Uffizi, dove gli attivisti avevano utilizzato nastro adesivo e immagini, causando una temporanea chiusura di una sala e l’allontanamento dei visitatori. Il magistrato ha stabilito l’assenza di reato, poiché non sono stati causati danni né alle opere né alle strutture museali, come confermato dai responsabili della sicurezza.

Gli imputati avevano dichiarato di voler richiamare l’attenzione sui cambiamenti climatici. Il giudice ha specificato l’assenza di “danno materiale” e che l’azione in un luogo di alta visibilità non costituisce interruzione di pubblico servizio penalmente rilevante.

Gli Uffizi: patrimonio, sicurezza e dibattito

La Galleria degli Uffizi di Firenze è una delle istituzioni museali più importanti al mondo, custode di un vasto patrimonio artistico. Il suo sistema di sicurezza è costantemente aggiornato con strumentazioni antintrusione e videosorveglianza, accogliendo milioni di visitatori ogni anno. La sua notorietà l'ha resa spesso bersaglio di azioni dimostrative. La direzione museale ha rafforzato i protocolli di tutela, evidenziando la necessità di proteggere le opere senza limitare il diritto di accesso o la fruizione sociale della collezione.

La centralità degli Uffizi va oltre il valore delle opere, influenzando l’identità culturale fiorentina e nazionale. È un fulcro per il turismo e la cultura, ospitando mostre ed eventi internazionali. Casi come quello degli attivisti di Ultima Generazione ribadiscono l’esigenza di un equilibrio tra la protezione del patrimonio e l’apertura al dibattito civile. La sentenza di assoluzione, riconoscendo l’assenza di danni e la corretta gestione della sicurezza, si inserisce nella riflessione sulle modalità della protesta contemporanea nei luoghi della cultura pubblica.