Il Festival di Cannes 2026 ospita il cinema palestinese, testimoniando la vitalità. Nella sezione Un Certain Regard, debutta "Yesterday the Eye didn’t sleep", primo lungometraggio di Rakan Mayasi. Girato in un villaggio beduino della valle della Bekaa in Libano, il film narra la ricerca di Gamra, accusata di aver incendiato l'auto del fidanzato dopo che questi ha scelto un'altra. Questa coproduzione (Palestina, Belgio, Libano, Qatar, Arabia Saudita) lancia Mayasi, regista palestinese, allievo di Abbas Kiarostami. L'opera esplora appartenenza e resistenza.
La première a Cannes è cruciale per la cinematografia palestinese, evidenziando il dialogo culturale nel cinema di resistenza. Al Marché del Film, il Palestina Film Institute presenta otto progetti e due piattaforme (documentari e fiction), con il tema di Gaza dominante.
Rakan Mayasi e "Yesterday the Eye didn’t sleep"
Rakan Mayasi, formatosi con Abbas Kiarostami, debutta con "Yesterday the Eye didn’t sleep",opera cruciale per il cinema palestinese. La scelta della valle della Bekaa, con le sue comunità in diaspora, e la coproduzione multinazionale (cinque paesi) ne sottolineano la dimensione transnazionale. La presenza in Un Certain Regard offre rara visibilità internazionale, superando le limitazioni produttive.
La narrazione, incentrata su conflitto personale e ricerca di riscatto, riflette complessità mediorientali, sancendo la maturità artistica di Mayasi.
Il Palestina Film Institute e Gaza
Al Marché del Film, il Palestina Film Institute presenta otto progetti e due piattaforme (documentari e fiction). Il tema di Gaza è filo conduttore della proposta palestinese per il 2026, mantenendo alta la riflessione su dinamiche sociali e politiche. L'istituto, nato per sostenere e promuovere la cinematografia nazionale, valorizza identità e talenti. La sua presenza a Cannes è un riconoscimento della vitalità del cinema palestinese.