Presentato in concorso al Festival di Cannes, il film Hope del regista sudcoreano Na Hong‑jin vede protagonisti Michael Fassbender e Alicia Vikander. Durante la conferenza stampa, Fassbender ha ironizzato: “Gli alieni? Sono già tra di noi”, riferendosi sia ai ruoli nel film sia al dibattito sugli UFO. L'action thriller di fantascienza vede i due attori interpretare creature extraterrestri sulla Terra, in conflitto con gli abitanti di una cittadina rurale giapponese.

Per Fassbender, già noto per ruoli in saghe come Prometheus, Alien Covenant e X-Men, il film offre l'opportunità di utilizzare la motion capture per animare uno degli imponenti alieni digitali.

L'attore ha collegato la trama alle recenti discussioni sui filmati di oggetti volanti non identificati rilasciati dal governo americano: “Ci chiediamo sempre che cosa siano… Speriamo di poter imparare qualcosa da loro e che non siano aggressivi”. Fassbender ha evidenziato il tema universale del film: “L’aspetto interessante degli alieni, che li rende in un certo senso paragonabili agli umani, è che desiderano come noi proteggere i propri figli. In fondo tutto si riduce a questo: proteggere il futuro dei propri figli”. Ha inoltre sottolineato l'importanza di tale dimensione familiare nella sua vita con Vikander e i loro due bambini.

Un mix di generi e temi sociali

Hope segna il ritorno di Na Hong‑jin dieci anni dopo l'acclamato The Wailing.

Il regista sudcoreano ha concepito una storia ibrida che fonde fantascienza, thriller e western, arricchita da creature digitali realizzate con CGI e motion capture. Il cast include anche Hwang Jung‑min, nel ruolo di un capo della polizia, e Jung Ho‑yeon, co-protagonista nelle indagini. La trama prende il via dal misterioso ritrovamento della carcassa di un toro, evolvendosi in una sequenza d'azione che esplora il confine tra il mondo umano e quello alieno.

Considerato uno dei film più costosi e ambiziosi della Corea del Sud, Hope esplora anche temi sociali e psicologici. Na Hong‑jin ha rivelato di essersi ispirato alle problematiche della xenofobia e delle relazioni tra individui diversi, suggerendo che i grandi conflitti nascano spesso da incomprensioni e differenze di prospettiva.

La regia combina spettacolari sequenze d'azione, richiami al genere western e una profonda attenzione ai legami familiari dei personaggi, siano essi umani o alieni.

Il lavoro degli interpreti e la visione del regista

Durante la conferenza stampa, Alicia Vikander ha rivelato che la sua ammirazione per Na Hong‑jin ha convinto Fassbender ad accettare il ruolo: “È un cineasta straordinario, lo considero un vero visionario, ci ho messo un attimo a dirgli sì”. Gli attori hanno dovuto imparare una lingua inventata per gli alieni, ispirata al mongolo antico. Vikander ha commentato: “Avere la possibilità di imparare questa lingua mi ha fatto trovare una voce diversa nella mia anima, in un certo senso mi ha aiutato a sentirmi ‘aliena’”.

Na Hong‑jin ha dedicato anni alla scrittura e alla complessa post-produzione, caratterizzata da effetti visivi di alto livello. È stata inoltre rivelata l'esistenza di una sceneggiatura per un possibile sequel, ambientato nello spazio e focalizzato sui personaggi di Fassbender e Vikander. Hope riafferma la predilezione del regista per storie che uniscono lo spettacolo d'azione a riflessioni su ciò che lega e divide l'umanità, e sulla percezione dell'“altro”.

Per Fassbender, Hope è un'ulteriore conferma della sua versatilità, avendo alternato blockbuster, saghe di successo e collaborazioni con registi come Steve McQueen e Danny Boyle. L'attore ha anche annunciato una nuova collaborazione con Cate Blanchett, già sua collega in Song to Song di Terrence Malick, per un futuro progetto diretto da Brady Corbet. I dettagli sono scarsi, ma si preannuncia una storia epica ispirata al misticismo americano.