Felicia Kingsley, pseudonimo di Serena Artioli, nata a Carpi nel 1987, si conferma l’autrice italiana più letta degli ultimi tre anni, con un impressionante bilancio di oltre quattro milioni di copie vendute per ventitré libri pubblicati e traduzioni in venti Paesi. Il suo straordinario successo nel genere romance raggiunge ora un nuovo traguardo con il primo adattamento cinematografico di uno dei suoi bestseller: "Non è un paese per single". La commedia romantica, diretta da Laura Chiossone, vede un cast d’eccezione con Matilde Gioli nel ruolo della protagonista Elisa, affiancata da Cristiano Caccamo, Amanda Campana, Sebastiano Pigazzi, Cecilia Dazzi e Margherita Rebeggiani.
Il film sarà disponibile in esclusiva mondiale su Prime Video a partire dall’8 maggio.
La trama si snoda attraverso un incontro-scontro tra quattro ex amici d’infanzia, due sorelle e due fratelli, le cui vite sono legate a una suggestiva tenuta nella campagna toscana. A Belvedere in Chianti, un borgo idilliaco, Elisa (Matilde Gioli) è una madre single che cresce la figlia adolescente e gestisce l’azienda agricola Le Giuggiole insieme alla sorella Giada (Amanda Campana) e alla madre Mariana (Cecilia Dazzi). La morte improvvisa del proprietario del terreno riporta in paese Michele (Cristiano Caccamo), amico d’infanzia di Elisa e ora consulente finanziario, determinato a vendere la proprietà ereditata con il fratello Carlo (Sebastiano Pigazzi).
Questo evento scatena una serie di conflitti, nuove rivelazioni e l’emergere di inaspettati legami sentimentali.
L'autrice Felicia Kingsley ha accolto con grande entusiasmo la proposta di adattamento cinematografico: “È un grandissimo traguardo per chi scrive romance. Anche se è un genere molto popolare, in Italia non è un passaggio immediato che venga adottato dal mondo del cinema”. Kingsley ha sottolineato la necessità di adattare la narrazione dal formato letterario a quello visivo, affermando che “un romanzo è analisi, il cinema è visione e sintesi”. Nonostante i cambiamenti, l’autrice si è detta pienamente soddisfatta della resa dei personaggi e delle atmosfere, dichiarando: “Quando li ho visti sullo schermo mi sono sentita a casa, era tutto al posto giusto”.
Un film tra comfort zone e relazioni autentiche
La regista Laura Chiossone ha espresso il desiderio di infondere nel film un senso di bellezza e rassicurazione, creando una vera e propria “comfort zone” per lo spettatore: “Volevamo creare una bomboniera di bellezza. Doveva essere qualcosa di caldo e rassicurante, una comfort zone dove lasciarsi prendere dall’amore”. La narrazione mette in luce una comunità dove, a eccezione di Elisa, tutti sono in coppia o alla ricerca dell’anima gemella, evidenziando il coraggio della protagonista nell’affrontare le responsabilità familiari e la gestione dell’azienda agricola con determinazione.
Matilde Gioli, interprete di Elisa, ha rivelato di riconoscersi profondamente nel personaggio, sia per l’amore verso la natura sia per la tendenza a “crearsi una corazza, per timore di perdere il controllo su tutte le cose di cui si è fatta carico, come la responsabilità di una famiglia, l’essere quella che alla fine risolve lei i problemi di tutti”.
Anche Cristiano Caccamo, nel ruolo di Michele, ha prestato particolare attenzione a non cadere nello stereotipo del “maschio tossico, alfa e stronzo”, rappresentando invece una figura che si libera progressivamente delle proprie sovrastrutture, mostrando un percorso di crescita personale.
Il genere romance in Italia: pregiudizi e libertà narrativa
Felicia Kingsley ha evidenziato come in Italia persista, a suo parere, un “forte snobismo” nei confronti del genere romance, ma ha ribadito con fermezza: “Il pregiudizio è un problema di chi lo ha. Io faccio il mio, mi diverto, i lettori sono tanti e apprezzano sia il mio lavoro che quello di tanti altri amici autori, ed è questa la soddisfazione principale”.
L’autrice ha chiarito la sua visione sulla responsabilità narrativa, affermando che il suo obiettivo principale è “intrattenere”. Sottolinea la sua libertà di scrivere ciò che desidera, anche se fosse “totalmente amorale”, e non crede che i romanzi debbano avere una funzione educativa, bensì la società e le famiglie. Preferisce raccontare “relazioni equilibrate, rispettose, in cui si apre un dialogo”, ma senza l’intento di fornire un “manuale didattico” o “dare lezioni”.
L’ambientazione del film, tra le pittoresche colline del Chianti, esalta la Toscana come scenario romantico per eccellenza, offrendo una “cartolina perfetta” per il pubblico internazionale e gli abbonati di Prime Video. L’azienda agricola Le Giuggiole diventa un fulcro narrativo che simboleggia legami familiari, conflitti ereditari e opportunità di rinascita personale.
Con la direzione di Laura Chiossone e un cast che unisce talenti emergenti e volti noti, "Non è un paese per single" si afferma tra le commedie romantiche di successo, veicolando valori di dialogo, rispetto e crescita individuale, e riaffermando l’importanza dell’educazione affettiva anche attraverso il linguaggio cinematografico.