Il Ministero della Cultura ha ufficialmente acquisito, per 15 milioni di euro, il celebre ciclo di affreschi della Tomba François, un capolavoro inestimabile dell'arte etrusca. Questi straordinari dipinti, provenienti dalla necropoli di Vulci e finora di proprietà degli eredi Torlonia, saranno finalmente accessibili al pubblico. L'acquisto, formalizzato con un atto di compravendita siglato presso il ministero, corona un percorso iniziato oltre un secolo fa, con il primo interesse statale risalente al 1921. Dal 25 giugno, i pannelli troveranno la loro collocazione definitiva presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, divenendo parte di un'esposizione permanente.

L'operazione è stata resa possibile grazie alla sinergia tra la Direzione Generale Musei, guidata da Massimo Osanna, e la direttrice del museo, Luana Toniolo, in collaborazione con gli eredi delle famiglie Torlonia, Sforza Cesarini e Gaetani. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha definito la tomba «una testimonianza identitaria della civiltà etrusca e del ruolo centrale che essa ha avuto nella formazione culturale dell'Italia antica», un intreccio di miti che fonda la nostra civiltà.

Gli affreschi narrano scene di grande rilevanza storica e artistica. Spiccano Achille che sacrifica prigionieri troiani in onore di Patroclo, e il demone Charun, reinterpretazione etrusca del mito greco con pelle bluastra e martello, affiancato da Vanth.

Di eccezionale importanza è anche la liberazione di Celio Vibenna da parte del fratello Aulo e di Macstarna, identificato con il futuro re di Roma Servio Tullio. Il ciclo include inoltre il più lungo fregio animalistico noto dell'antichità, popolato da grifoni, leoni, pantere, cervi, cinghiali e altre creature reali e fantastiche. L'intero ciclo si configura come uno straordinario intreccio tra mito greco, memoria storica etrusca e costruzione dell'identità aristocratica di Vulci.

La storia della Tomba François e la sua nuova casa a Villa Giulia

Risalente al IV secolo a.C., la tomba apparteneva alla famiglia aristocratica dei Saties di Vulci. Fu scoperta nell'aprile del 1857 dall'archeologo Alessandro François nella necropoli di Ponte Rotto, su terreni del principe Alessandro Torlonia.

Gli affreschi furono staccati, suddivisi in pannelli e trasferiti nel 1863 a Villa Albani a Roma. Per oltre un secolo, la decorazione pittorica è rimasta di proprietà privata, visibile solo in rare mostre. L'attuale acquisizione garantisce la piena e permanente fruizione pubblica.

Per la mostra inaugurale a Villa Giulia, dal 25 giugno, numerose istituzioni museali italiane e internazionali hanno concesso prestiti eccezionali, tra cui il Louvre, il British Museum, il Royal Museum di Bruxelles, il Musée cantonal di Losanna, i Musei Vaticani e l'Istituto Archeologico Germanico di Roma. Questi contribuiranno a riunire reperti, documenti e copie storiche per ricomporre idealmente il contesto originario del monumento.

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, principale polo statale dedicato alla civiltà etrusca, ha sede in una magnifica villa rinascimentale del XVI secolo. Custodisce celebri testimonianze come il Sarcofago degli Sposi e le Lamine d'oro di Pyrgi. L'arrivo degli affreschi della Tomba François arricchisce una collezione fondamentale per la conoscenza dell'Italia preromana.

Le acquisizioni del Ministero: un impegno per il patrimonio

L'acquisto della Tomba François si inserisce in un più ampio programma del Ministero della Cultura volto a riportare nel patrimonio pubblico opere significative. Tra le recenti acquisizioni figurano l'Ecce Homo di Antonello da Messina e un raro ritratto di Caravaggio, destinati alle principali istituzioni museali romane. Questo impegno sottolinea la volontà dello Stato di rendere accessibile la grande storia dell'arte italiana e mediterranea a un pubblico sempre più vasto, valorizzando l'identità culturale.