Il nuovo romanzo di Heddi Goodrich, "L'anno delle mille vite" (Bompiani, 2026), sarà presentato martedì 12 maggio alle ore 17:30 nella Sala Serianni di Palazzo Firenze, sede centrale della Società Dante Alighieri a Roma. All'evento interverranno, accanto all'autrice, Alessandro Masi, Segretario generale della Società Dante Alighieri; Stefano Jossa, docente di Letteratura italiana all'Università di Palermo; e Silvia Tatti, professoressa di Letteratura italiana all'Università La Sapienza di Roma e Presidente dell'Associazione degli Italianisti.

L'opera è ambientata nel 69 d.C.

, un periodo storico noto come “l'anno dei quattro imperatori”, caratterizzato da profonda instabilità e dal rapido succedersi di Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano dopo la morte di Nerone. La vicenda si svolge a Ercolano, dove la protagonista Turia, moglie del mercante Felice, affida i suoi pensieri a un lungo monologo interiore. Questo monologo è idealmente rivolto a Marco Gavio Firmo, un centurione della XXI legione Rapax, incaricato della formazione militare del figlio. Il romanzo esplora il mondo femminile dell'epoca attraverso le paure, i sogni e i desideri di Turia, offrendo un ritratto intimo e dettagliato in un contesto di imminente catastrofe.

Il legame con il territorio e la scelta dell'italiano

La scelta di Ercolano come ambientazione riflette il profondo legame di Heddi Goodrich con l'Italia e, in particolare, con l'area vesuviana. Nata e cresciuta negli Stati Uniti, l'autrice ha vissuto a Castellammare di Stabia e si è laureata a Napoli presso l'Istituto Orientale. Questa connessione identitaria l'ha spinta a scegliere l'italiano come lingua narrativa per tutti i suoi romanzi, una decisione che testimonia la sua immersione nella cultura locale. Come da lei stessa dichiarato, "Quando ero ragazzina, venendo qua il percorso della mia vita è cambiato per sempre, creando un legame con Castellammare e questi luoghi che non si è mai spezzato e che non si spezzerà mai".

Il romanzo, che segue il suo esordio "L'Americana", non si limita a narrare la fine di un'epoca, ma celebra la resistenza della vita e la vitalità del mondo femminile di fronte al destino. Goodrich offre uno sguardo moderno e universale sulla soggettività delle donne, dimostrando come emozioni e aspirazioni siano temi senza tempo, capaci di attraversare le epoche e riflettere l'anima di ogni donna.

L'autrice e la promozione della lingua italiana

Heddi Goodrich, pur risiedendo attualmente in Nuova Zelanda, mantiene un forte rapporto con la comunità letteraria italiana. Dal 2023, aderisce alla Consulta lingua-mondo della Società Dante Alighieri, un organismo dedicato all'osservazione e alla diffusione dell'italiano contemporaneo nella letteratura, nel giornalismo e nella comunicazione.

Attraverso questa collaborazione, l'autrice contribuisce al dibattito su temi cruciali come l'identità nel mondo globale, l'ambiente, l'inclusione e l'educazione. Il suo percorso rappresenta un esempio significativo di come l'identità autoriale possa fondersi con la lingua scelta, creando un ponte tra culture e narrazioni diverse.

"L'anno delle mille vite" consolida la visione letteraria di Goodrich, fortemente radicata nella Campania antica e moderna. L'opera si configura come una riflessione sulla comunità e sull'intreccio tra destini personali e storia collettiva, restituendo l'attualità delle emozioni femminili in ogni epoca.