Il Metropolitan Museum of Art di New York presenta “Costume Art”, la nuova mostra del Costume Institute che esplora il ruolo del corpo – nudo o vestito – come filo conduttore nell'arte e nella moda. La sponsorizzazione di Lauren e Jeff Bezos ha generato ampie discussioni culturali. Curata da Linda Baldini, l’esposizione, inaugurata per la stampa il 4 maggio 2026 e aperta al pubblico il 10 maggio 2026, analizza il corpo attraverso molteplici rappresentazioni: dalla classicità greca a narrazioni contemporanee, includendo corpi grassi, disabili, in gravidanza, vitali, invecchiati o morenti.

Tra le ospiti d’onore figurano Venus Williams e Lauren Sanchez Bezos. La mostra espone 400 pezzi tra abiti di alta moda e opere d’arte, allestiti in gallerie riprogettate con manichini modellati su corpi reali (Michaela Stark, Aimee Mullins, Sinéad Burke, una modella in sedia a rotelle) e dotati di volti specchianti per favorire l’empatia. La curatrice Baldini ha sottolineato l’obiettivo di mostrare la pluralità delle esperienze corporee.

Il Costume Institute e le Condé Nast Galleries

Il Costume Institute del Metropolitan Museum, noto per la sua innovazione nella moda e cultura visiva, ha trasferito i propri spazi nelle Condé Nast Galleries. Queste nuove sale diventeranno il cuore museale per allestimenti permanenti, offrendo maggiore visibilità alle collezioni e ampliando il dialogo tra arte, moda e pubblico.

L’Istituto si autofinanzia tramite i proventi dell’annuale Met Gala. Il Metropolitan Museum, una delle istituzioni artistiche più significative a livello globale con oltre due milioni di opere, vede l’arrivo di “Costume Art” come un momento di svolta per l’Istituto, sia in termini di spazi che di contenuti.

Diversità, inclusione e impatto culturale

L’allestimento enfatizza fortemente la diversità e inclusione sociale, e la rappresentazione di differenti tipologie corporee, in linea con le tendenze globali che valorizzano la pluralità di identità ed esperienze. I manichini con volti specchianti stimolano una riflessione artistica, psicologica e sociale sulla percezione del corpo. L’inclusione di ospiti e figure di spicco da mondi diversi – moda, sport, impegno sociale – dimostra la capacità del Costume Institute di connettere linguaggi e narrazioni, amplificando la risonanza culturale dell’iniziativa. La centralità dell’evento e il coinvolgimento di figure pubbliche confermano la rilevanza di questa nuova esposizione nelle strategie culturali di uno dei musei più visitati al mondo.