La settantesima edizione dell'Eurovision Song Contest, tenutasi a Vienna, ha preso il via con una spettacolare esibizione di JJ, vincitore dell'edizione 2025. Sabato 16 maggio 2026, presso la Wiener Stadthalle, JJ ha incantato il pubblico eseguendo un'aria dal "Flauto Magico" di Wolfgang Amadeus Mozart, un omaggio al compositore simbolo della città ospitante, seguito da "Wasted Love", il brano elettro-pop che gli aveva assicurato la vittoria l'anno precedente e che ha riportato la prestigiosa manifestazione in Austria. La finale, trasmessa in diretta televisiva e streaming internazionale, è iniziata alle ore 21:00.

Dopo l'emozionante apertura affidata a JJ, la serata è proseguita con la Danimarca, che, in quanto primo dei 25 Paesi in gara a salire sul palco, ha dato ufficialmente il via alla flag parade, la tradizionale sfilata delle delegazioni nazionali. L'Italia è stata rappresentata da Sal Da Vinci, che si è esibito con il brano "Per sempre sì" posizionandosi come ventiduesimo atto in scaletta. Il cantante napoletano, accolto con entusiasmo dal pubblico, si è distinto anche come il partecipante di maggiore età tra i finalisti di questa edizione, con i suoi 57 anni. Per l'Italia, questa è stata la terza partecipazione alla finale dopo le vittorie precedenti, l'ultima delle quali ottenuta con i Måneskin.

Messaggi di identità e resistenza sul palco

L'edizione 2026 dell'Eurovision Song Contest ha ribadito il suo ruolo di grande palcoscenico internazionale non solo per la musica, ma anche per veicolare messaggi di unità nazionale e di resistenza identitaria. Sul palco della Wiener Stadthalle, la cantante ucraina Viktorija Leléka ha concluso la sua performance con un vibrante “Slava Ukraini!” (“Gloria all’Ucraina!”), un saluto patriottico divenuto emblema di unità e resistenza, specialmente a partire dall'invasione russa del 2022. Anche l'esibizione del rappresentante israeliano Noam è stata caratterizzata da un momento simbolico: al termine della sua performance, ha gridato “Am Yisrael Chai!” (“Il popolo d’Israele vive!”), uno slogan che esprime la forza dello Stato di Israele e il senso di continuità e identità della comunità ebraica di fronte alle avversità contemporanee.

La sfilata delle bandiere dei 25 Paesi in gara e la varietà delle esibizioni hanno evidenziato il valore transnazionale dell'evento. Nato nel 1956 con l'obiettivo di promuovere la pace e la collaborazione culturale nel continente europeo attraverso la musica, l'Eurovision si è trasformato negli anni nel più vasto concorso canoro televisivo mondiale. La presenza di un pubblico internazionale, l'attenzione alle scenografie e il coinvolgimento di artisti riconosciuti, come il controtenore JJ o Sal Da Vinci, testimoniano la capacità della manifestazione di rinnovarsi e di mantenere elevato l'interesse mediatico e sociale.

Vienna, la musica classica e il futuro dell'Eurovision

Il debutto della finale affidato a JJ, che già aveva portato l'Austria al successo nel 2025 con "Wasted Love", ha assunto un significato particolare anche per la scelta musicale.

L'interpretazione di un'aria dal "Flauto Magico" ha reso omaggio a uno dei massimi compositori ospitati da Vienna, Wolfgang Amadeus Mozart, la cui opera rimane un simbolo della cultura musicale europea. L'evento si è svolto nella Wiener Stadthalle, la principale arena coperta multifunzionale della capitale austriaca, inaugurata nel 1958 e già teatro di numerose manifestazioni internazionali, incluse precedenti edizioni dell'Eurovision.

L'Eurovision Song Contest, organizzato dall'European Broadcasting Union, è giunto quest'anno alla sua settantesima edizione. La formula sperimentata a Vienna ha visto 25 performer rappresentare i rispettivi Paesi con brani originali, espressione delle più attuali tendenze della musica pop, elettronica e tradizionale.

L'Italia, presente dal 1956, consolida la sua tradizione di successi e di partecipazione con esponenti di grande notorietà anche sulla scena nazionale e internazionale. La competizione, che richiama ogni anno milioni di telespettatori, continua così a costituire un osservatorio privilegiato sulle dinamiche musicali, sociali e culturali del continente.

Sal Da Vinci si è esibito visibilmente emozionato davanti al pubblico, ricevendo il plauso della platea e confermando la vitalità della scena musicale italiana all'interno dell'evento europeo. Parallelamente, la presenza di artisti come JJ – controtenore di rilievo – riflette la capacità dell'Eurovision di accogliere linguaggi musicali diversi, legando l'innovazione contemporanea agli omaggi alla tradizione classica del luogo ospitante.