La Madonna del Garbo, un'icona mariana del XII secolo trafugata circa quarant'anni fa, è finalmente tornata a Genova. L'opera, insieme ad altri beni sacri recuperati, è stata restituita all'Arcidiocesi di Genova grazie all'intervento del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Il prezioso manufatto, rubato negli anni Ottanta, era stato individuato nel 2023 da Vittorio Sgarbi, all'epoca sottosegretario alla cultura. Sgarbi riconobbe l'icona quando gli fu sottoposta da un antiquario genovese, allertando immediatamente i Carabinieri.

Le indagini successive hanno permesso di ricostruire la vicenda e di localizzare l'opera in una libreria di Pontedecimo, dove era stata lasciata dal marito della proprietaria, un mercante d'arte e restauratore.

Tra gli altri beni recuperati figurano un antico bacile in metallo proveniente dalla Chiesa di San Benedetto al Porto e due frammenti del dipinto 'L’Apparizione della Vergine a San Giuseppe Calasanzio', opera del pittore napoletano Jacopo Cestaro, originariamente destinata alla Chiesa di Nostra Signora delle Scuole Pie e dell’Angelo Custode.

Gli studi condotti dal professor Clario Di Fabio dell'Università di Genova hanno confermato la datazione dell'icona al XII secolo, arricchendone la conoscenza storica.

La leggenda narra che la Madonna del Garbo fu ritrovata all'interno della cavità di un albero, chiamato 'garbu' nel dialetto genovese, da cui deriva il suo nome.

La Restituzione Ufficiale e il Valore della Tutela

La cerimonia ufficiale di restituzione si è tenuta il 13 maggio presso il Salone dell’Episcopio del palazzo arcivescovile di Genova, alla presenza di autorità civili ed ecclesiastiche e dei rappresentanti del Nucleo TPC dei Carabinieri. L'assessore comunale alla Cultura, Giacomo Montanari, ha sottolineato come «la restituzione delle opere sia la dimostrazione del valore straordinario che hanno gli organi di tutela».

Il maggiore Alessandro Caprio, comandante del Nucleo TPC genovese, ha aggiunto che l'icona «non ha molto probabilmente mai lasciato la città e, grazie alla tecnologia e alle nostre banche dati, siamo riusciti a risalire a tutta la vicenda».

Nonostante il reato di ricettazione fosse ormai prescritto, la restituzione è stata possibile grazie alla collaborazione dell'ufficio legale diocesano, coordinato dall'avvocata Laura Oliveri e dal collega Raffaele Caruso. L'arcivescovo Marco Tasca ha evidenziato come il ritorno delle opere sia stato «frutto di un gioco di squadra».

Al termine della cerimonia e dopo la benedizione dell'arcivescovo, le opere saranno esposte al Museo Diocesano di Genova a partire dal 21 maggio.

Il Santuario del Garbo e l'Importanza del Patrimonio Culturale

Il Santuario di Nostra Signora del Garbo, in Valpolcevera, rappresenta un luogo di profonda devozione per la comunità genovese. L'icona, grazie agli studi del professor Di Fabio, è riconosciuta come uno dei più antichi oggetti di culto mariano della zona, databile al pieno Medioevo, e la sua storia è legata alla leggenda del ritrovamento nel 'garbu'.

L'operazione dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale è un chiaro esempio di come la collaborazione tra istituzioni civili, ecclesiastiche e forze dell'ordine sia fondamentale per restituire al territorio beni identitari. Il Museo Diocesano di Genova, ospitando le opere, svolge un ruolo cruciale nella loro conservazione e valorizzazione, tutelando non solo l'arte ma anche le memorie e le tradizioni delle comunità locali, e promuovendone la conoscenza presso il pubblico.