È uscito oggi “Let X=X”, il nuovo album live di Laurie Anderson realizzato insieme ai Sexmob e pubblicato da Nonesuch Records. Il disco è disponibile in formato triplo LP e doppio CD ed è stato registrato durante il tour del 2023, in cui l’artista statunitense è stata affiancata dalla formazione jazz composta da Steven Bernstein, Briggan Krauss, Tony Scherr, Douglas Wieselman e Kenny Wollesen. Laurie Anderson e Sexmob saranno inoltre in concerto in Italia il 7 luglio a Umbria Jazz.

Il progetto contiene 23 brani e ripercorre l’intero arco creativo dell’artista, rielaborando alcuni dei suoi pezzi più noti in nuove versioni.

Tra questi figura anche “O Superman”, tratto dal celebre album “Big Science” del 1982, insieme a “Junior Dad”, brano legato alla collaborazione tra Lou Reed e i Metallica. Copertina e artwork interno sono stati curati dalla stessa Laurie Anderson, a conferma di un approccio che unisce musica, arti visive e narrazione.

Considerata una delle figure più innovative della scena artistica contemporanea, Anderson ha continuato per oltre quarant’anni a intrecciare linguaggi diversi tra musica, performance, cinema e poesia. In un recente profilo a lei dedicato da “60 Minutes”, Anderson Cooper l’ha definita "una pioniera dell'avanguardia", capace di fondere "il bello e il bizzarro", combinando teatro, musica, danza e cinema in una forma espressiva originale.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato opere fondamentali come “Big Science”, “Homeland”, “Landfall” realizzato con i Kronos Quartet e, più di recente, “Amelia” (2024), sempre per Nonesuch Records, dedicato alla figura dell’aviatrice Amelia Earhart. Nel 2024 ha ricevuto il Grammy Lifetime Achievement Award e la Stephen Hawking Medal for Science Communication.

Laurie Anderson: una carriera tra innovazione, arte e tecnologia

Laurie Anderson ha debuttato nel mondo musicale negli anni Settanta e si è imposta a livello internazionale con l’album 'Big Science' nel 1982, grazie al singolo 'O Superman' che rimase in classifica per molte settimane e fu accolto come una vera e propria rivoluzione sonora.

Nel corso degli anni, Anderson ha collaborato con artisti del calibro di Lou Reed, Philip Glass, Brian Eno e Peter Gabriel, contribuendo in modo significativo allo sviluppo della musica sperimentale e dell’arte performativa. Le sue opere sono state presentate in importanti musei e rassegne, dal MoMA di New York alla Biennale di Venezia.

Con 'Let XX', Anderson riafferma il suo ruolo di artista poliedrica, capace di innovare i linguaggi musicali e di porre interrogativi profondi sulla relazione tra umanità, tecnologia e narrazione. Il disco si inserisce nella lunga sequenza di progetti che hanno visto l’artista esplorare temi complessi come la memoria, l’identità e la trasformazione del racconto.