Il cantautore Mannarino torna sulla scena musicale con il suo nuovo album, intitolato ‘Primo Amore’, la cui uscita è prevista per l’8 maggio sotto l’etichetta BMG. Questo progetto discografico rappresenta un momento di svolta significativo nel suo percorso artistico, nato da una profonda crisi personale che è stata acuita dal periodo della pandemia. La difficile fase si è poi trasformata in un vero e proprio viaggio interiore, un’esplorazione che fonde in maniera originale sonorità della strada e una spiritualità di stampo ancestrale.
Un viaggio interiore e sonorità essenziali
L'artista ha rivelato in un'intervista a Repubblica che il disco è scaturito “dalle viscere”, prendendo forma da un periodo di intensa solitudine e profonda riflessione. Questo momento ha fatto seguito al suo precedente lavoro del 2021, un’epoca segnata dalla recrudescenza della pandemia di Covid-19 e dalla conseguente chiusura dei palasport. In quel frangente, l’ascolto quasi ossessivo delle opere di Bob Marley gli ha fornito l’“attitudine” necessaria per intraprendere un percorso che è stato prima di tutto umano e solo in seguito artistico. Mannarino ha trascorso un mese immerso nella foresta di Panama, accompagnato solo dalla sua chitarra, in una ricerca profonda di sé stesso, affermando che “il disco è stata una conseguenza” di questa esperienza.
Il sound di ‘Primo Amore’, curato con maestria insieme al produttore Francesco Fugazza e arricchito dalle percussioni di Mauro Refosco, registrate a Brooklyn, si distingue per un equilibrio tra minimalismo e ritualità. Le influenze musicali sono variegate e spaziano da artisti iconici come Tom Waits e Fabrizio De André, fino alla ricchezza della musica brasiliana e all’elettronica meditativa. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire all’ascoltatore un’esperienza sonora che lo trasporti “fuori dalla realtà”, in un contesto quasi trascendente.
La critica a Sanremo e una scelta di coerenza artistica
Mannarino ha espresso una posizione molto chiara e decisa nei confronti del Festival di Sanremo, definendolo esplicitamente “non una gara di canzoni”.
Nonostante sia stato contattato da Amadeus per partecipare all’edizione del 2024, il cantautore ha rifiutato l’idea stessa di una competizione musicale. Egli sostiene che, nel contesto attuale, il festival tende a valorizzare maggiormente il personaggio piuttosto che la qualità intrinseca della canzone. Il sistema di voti, l’influenza dei social media e la ricerca dell’hype vengono descritti dall’artista come una vera e propria “campagna acquisti”, un ambiente nel quale non intende essere uno “specchietto per le allodole”.
Anche la sua assenza al concerto del Primo Maggio è stata una scelta pienamente consapevole, motivata dalla dichiarazione: “Ci andrò quando non avrò niente da promuovere”. Mannarino ribadisce che il suo interesse primario non è il successo commerciale o il raggiungimento di grandi numeri, ma piuttosto la coerenza con il suo “percorso umano”.
Per lui, l’arte si configura come uno strumento essenziale per trasmettere ciò che porta dentro, un rifugio armonico e solido, paragonabile alla “capanna magica” evocata nel film Melancholia di Lars Von Trier.
Il tour di Mannarino e il suo profilo artistico
Il lancio del nuovo album sarà seguito da un’intensa tournée estiva che prenderà il via il 21 giugno da Fermo. Il tour toccherà poi diverse città italiane di rilievo, tra cui Roma, Milano, Padova e Catania. Successivamente, è già in programma un tour europeo previsto per il 2027, a testimonianza della sua crescente risonanza internazionale.
Alessandro Mannarino, cantautore di origini romane, è ampiamente riconosciuto per il suo stile distintivo che sapientemente fonde elementi di folk, world music e sonorità urbane. Attivo sulla scena musicale dal 2009, ha pubblicato numerosi album che hanno ricevuto apprezzamenti per la loro autenticità e la profonda intensità emotiva che li caratterizza.