Il 21 maggio 2026, a Trieste, lo chef libanese Maradona Youssef ha presentato alla libreria Lovat il suo libro «Mezè, miracoli e disastri - Il mio Libano in cucina oltre la guerra», scritto con Sara Faillaci ed edito da Solferino. Noto per MasterChef Italia 5 e All Stars, Youssef usa il racconto culinario per narrare il Libano, la memoria familiare e il desiderio di pace. L'evento ha offerto una prospettiva del suo paese oltre il conflitto.

Nato a Beirut nel 1986, Youssef si è trasferito in Italia per studio. Il nome Maradona, omaggio paterno a un eroe calcistico, evoca un'infanzia tra paura delle bombe e disordini, ma anche i sapori della cucina di nonna e madre.

Dopo MasterChef, ha lavorato con Bruno Barbieri ed è ora socio del ristorante libanese Mezè a Milano. Collabora con le ambasciate d’Italia e del Libano per promuovere il dialogo culturale tra i due Paesi.

Il cibo: ponte per la pace e l'identità

«Attraverso il cibo racconto il mio Libano, la mia terra, e il desiderio di pace», ha dichiarato Youssef. Il libro non rievoca solo un'infanzia tra "paura delle bombe e disordini", ma esalta il calore di una casa "colma di sapori e profumi", dove il cibo è un legame tra passato e futuro. L'autore svela la complessità del Libano, spesso ridotto al conflitto, mostrando come la condivisione dei sapori generi speranza e riscatto.

La cucina è centrale nella sua vita: «La cucina è il mio primo posto felice», ha rivelato.

Anche nei momenti più difficili, la tavola ha rappresentato per lui e la sua famiglia un simbolo di resistenza, celebrando la vita persino in contesti di guerra.

Percorso professionale e dialogo culturale

Il percorso di Maradona Youssef in Italia è decollato dopo MasterChef, dove ha dimostrato talento. L'esperienza con Bruno Barbieri ha ampliato la sua visione, culminando nel successo del ristorante Mezè a Milano. Le collaborazioni con le ambasciate d'Italia e del Libano promuovono il dialogo interculturale, rafforzato dalla convivialità della tavola.

La narrazione di Youssef evidenzia come la tavola possa diventare «ordine, relazione, possibilità», contrapponendosi al caos della guerra. Ogni ricetta del libro è intrisa di una storia o della filosofia di un popolo che nella convivialità trova espressione culturale e resilienza. Mezè, quindi, trascende la semplice raccolta di piatti, offrendo uno sguardo profondo sul Libano e sul potere unificante del cibo, capace di connettere culture diverse.