Margaret Atwood, la scrittrice canadese due volte vincitrice del Booker Prize, ha fatto un'apparizione cameo nell'episodio finale della prima stagione de I Testamenti. La serie televisiva, adattamento del suo romanzo sequel di Il racconto dell'ancella, ha visto la sua presenza accolta con entusiasmo dagli appassionati dell'universo distopico di Gilead.

Nel suo breve ruolo, l'ottantaseienne Atwood interpreta una 'prison matron', responsabile di una prigione. Il suo personaggio accompagna zia Lydia (Ann Dowd) a colloquio con la giovane detenuta Becka (Mattea Conforti), esortandola a non turbare la ragazza durante la conversazione.

L'apparizione di Atwood, inserita nel finale intitolato 'Secateurs' (le cesoie da potatura), era stata anticipata dalla stessa autrice all'inizio dell'anno tramite un post sul suo sito ufficiale. Non è la prima volta che la scrittrice partecipa a un adattamento delle sue opere: già nel 2017 era apparsa nel primo episodio di The Handmaid's Tale, interpretando una 'zia' durante l'addestramento delle Ancelle. Questa nuova partecipazione si configura come un ulteriore "sigillo d'autore" sui racconti di Gilead. L'episodio finale della prima stagione chiude il primo ciclo narrativo televisivo de I Testamenti, preparando il terreno per gli sviluppi successivi delle sue protagoniste.

Il mondo distopico di Gilead e le sue protagoniste

Il romanzo I Testamenti, pubblicato da Atwood nel 2019, riprende la narrazione circa quindici anni dopo gli eventi de Il racconto dell'ancella. La storia è ambientata nella teocrazia totalitaria di Gilead, dove i diritti delle donne sono aboliti ed esse sono considerate strumenti di riproduzione, soggette a severe costrizioni. Romanzo e serie ruotano attorno a zia Lydia e due giovani protagoniste: Agnes (Chase Infiniti), che nel finale di stagione scopre di essere Hannah, la figlia perduta dell'Ancella June Osborne (Elisabeth Moss), e Daisy (Lucy Halliday), una giovane ribelle inviata oltre confine dall'organizzazione clandestina Mayday per infiltrarsi nel regime.

La presenza di Elisabeth Moss nel finale di stagione rafforza la continuità narrativa tra The Handmaid's Tale e I Testamenti, riannodando i fili tra le opere grazie al ritorno di personaggi chiave. La serie esplora il risveglio delle ragazze di Gilead che, da destinate a mogli sottomesse, trovano la forza di ribellarsi all'oppressione, preannunciando moti di resistenza contro le leggi del regime.

Dettagli sull'adattamento televisivo e la saga

L'episodio finale, 'Secateurs', è un punto cardine della prima stagione per la sua trama e per l'inclusione della stessa Margaret Atwood, la quale collabora attivamente alla trasposizione dei suoi romanzi con il produttore Bruce Miller. Oltre al cameo della scrittrice, la stagione ha visto un cast principale di rilievo che include, oltre a Moss, Dowd e Conforti, anche Chase Infiniti (Agnes) e Lucy Halliday (Daisy).

Vengono esplorate tematiche complesse legate all'abuso di potere, alla violenza e alle strategie di sopravvivenza e resistenza femminile in una società oppressiva.

La storia di Becka, visitata da zia Lydia in prigione, culmina nell'uccisione del padre, il dentista dottor Grove, compiuta da Becka stessa con le 'secateurs' che danno il titolo all'episodio. L'azione scaturisce dalla scoperta degli abusi subiti da due sue amiche, tra cui Agnes, innescando eventi che influenzeranno le protagoniste e i moti di ribellione.

Il passaggio di testimone generazionale e la presa di coscienza delle giovani donne di Gilead sono il cuore narrativo dell'opera di Atwood, sia nella sua forma letteraria che nell'adattamento televisivo. L'attesa per la seconda stagione, già confermata, si concentra sull'evoluzione delle alleanze tra Daisy, Agnes/Hannah e la madre June, con l'obiettivo di scardinare il regime di Gilead.