Il Festival di Cannes 2026 ha ospitato il ritorno di una delle coppie artistiche più celebrate del cinema francese: Guillaume Canet e Marion Cotillard. Gli ex compagni nella vita si sono riuniti sul set per il thriller "Karma", presentato fuori concorso al prestigioso Grand Théâtre Lumière. Il film vede la Cotillard nei panni di Jeanne, una donna profondamente segnata da un passato di abusi subiti in una setta religiosa durante l'infanzia. La sua esistenza viene nuovamente sconvolta dalla scomparsa di Mateo, il figlioccio che vive con lei in un villaggio del nord della Spagna, costringendola a confrontarsi con i fantasmi di un trauma mai superato.
Guillaume Canet, che ha firmato la regia e la cosceneggiatura di "Karma", ha rivelato di aver scritto il personaggio principale appositamente per Marion Cotillard, con la quale ha condiviso diciotto anni di vita privata prima della loro separazione avvenuta l'anno scorso. Durante la conferenza stampa, Canet ha espresso la sua soddisfazione: “Abbiamo lavorato insieme molte volte, ma sentivo la frustrazione di non aver mai scritto per lei un ruolo che fosse all’altezza del suo immenso talento. Con questo film, ho voluto sfruttare la sua generosità e la sua capacità eccezionale di trasformarsi davanti alla macchina da presa. Marion non si ripete mai, offre sempre nuove sfumature, ed è estremamente gratificante per un regista lavorare con lei”.
Il regista ha inoltre confessato di aver infuso in Jeanne alcuni tratti distinti della personalità della stessa Cotillard: “È una vera combattente, e quando crede in qualcosa, non si arrende mai”.
La trama di Karma: traumi, segreti e la ricerca della verità
Nella narrazione di "Karma", Jeanne è una figura affascinante ma al contempo fragile, tormentata da attacchi di panico e da una tendenza all'abuso di alcol. Vive in un villaggio spagnolo, protetta da Daniel, interpretato da Leonardo Sbaraglia, un uomo generoso ed empatico che le sta accanto nonostante lei non riveli nulla del suo doloroso passato. La tranquillità viene spezzata dalla misteriosa scomparsa di Mateo, il figlioccio di Jeanne. I sospetti ricadono immediatamente su di lei, ma la donna è convinta di conoscere la verità dietro l'accaduto.
Per salvare il bambino, decide di affrontare il suo più grande incubo: fare ritorno nella setta religiosa, guidata dal dittatoriale Marc, interpretato da Denis Menochet, il luogo dove è cresciuta e ha subito indicibili abusi.
Marion Cotillard ha approfondito il processo di costruzione del suo personaggio, frutto di un intenso lavoro con Canet: “Si dice che, nella nostra vita, un evento traumatico possa bloccarci all’età in cui si verifica. Con Guillaume, abbiamo tracciato una mappa dettagliata di tutti i traumi che hanno plasmato la personalità di Jeanne fin dall'infanzia”. L'attrice ha aggiunto: “Credo che Jeanne sia una ribelle nell’anima, proprio come lo era stata sua madre. Questa ribellione, sebbene a lungo repressa, non muore mai e la aiuta a sopravvivere, conducendola a riscoprire la sua vera natura”.
Cotillard ha infine espresso il profondo significato di questo ruolo: “È la prima volta che un ruolo viene scritto appositamente per me. È qualcosa di indescrivibile, un vero e proprio atto d’amore”.
Una collaborazione artistica che si rinnova a Cannes
La partnership professionale tra Guillaume Canet e Marion Cotillard si rinnova con "Karma", consolidando un sodalizio artistico che ha attraversato anni di vita sentimentale e numerose collaborazioni cinematografiche, tra cui il film “Rock’n’Roll”. Con questo nuovo progetto, i due artisti hanno esplorato nuove profondità creative, offrendo una narrazione complessa e interpretazioni di grande intensità. La sceneggiatura è nata proprio dall'intenzione di Canet di esaltare ulteriormente il talento della protagonista, offrendole un ruolo capace di toccare nuove corde emotive e drammatiche rispetto alle loro precedenti esperienze.
Presentato fuori concorso, "Karma" ha visto la partecipazione di un cast di rilievo, con Denis Menochet nel ruolo del carismatico leader della setta, Marc, e Leonardo Sbaraglia come Daniel, figura cruciale nel percorso di riscatto di Jeanne. Il film ha catturato l'attenzione della stampa cinematografica internazionale, affermandosi come uno degli eventi speciali di maggiore risonanza della 79esima edizione del Festival di Cannes. La prima proiezione al Grand Théâtre Lumière è stata accolta da una lunga e calorosa ovazione, a testimonianza dell'interesse e dell'apprezzamento per l'ultima opera di Canet e Cotillard.