Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato al Quirinale i rappresentanti del settore cinematografico e audiovisivo italiano, sottolineando l'urgenza di un'intesa tra le istituzioni e il comparto. L'incontro, avvenuto il 5 maggio 2026 alla vigilia dell’assegnazione dei David di Donatello, ha offerto un'opportunità di confronto aperto sulle prospettive future della produzione nazionale, in un momento di *diffusa preoccupazione* per il futuro del cinema.

Mattarella ha letto con attenzione un documento redatto dalle associazioni di categoria, che evidenziavano le incertezze del settore.

Il Presidente ha ribadito la sua convinzione che si potrà raggiungere un "punto di equilibrio tra le diverse esigenze", anche grazie al dialogo con il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e il Ministro della Cultura Giuli. Ha poi aggiunto: "Condivido la considerazione che sarebbe improprio trattare il tema del futuro dell’audiovisivo come una mera richiesta di sostegni. Occorre dialogo, confronto aperto, senza pregiudiziali. Di fronte a difficoltà l’intesa tra le istituzioni e le componenti del settore può essere un moltiplicatore di risorse e di energie". Mattarella ha infine rivolto un augurio a tutta la comunità del cinema, esortando a "proseguire con audacia e libertà nei progetti creativi".

Il cinema italiano tra sfide e necessità di nuove regole

L'appuntamento al Quirinale si inserisce in un periodo complesso per il cinema italiano, caratterizzato da difficoltà sia nella presenza ai principali festival internazionali (come Berlino e Cannes) sia nel reperimento dei fondi pubblici. Le parole del Presidente e le istanze delle associazioni riflettono la necessità di un vero confronto istituzionale, che vada oltre la semplice richiesta di finanziamenti e miri a una programmazione culturale di lungo periodo. L'evento ha rappresentato un simbolo di vicinanza tra la Presidenza della Repubblica e il settore, con la partecipazione dei candidati ai David di Donatello a testimonianza dell'impegno del Paese verso il sostegno alla creatività audiovisiva.

Durante la stessa giornata, Piera Detassis, presidente dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, ha affermato con forza che "non c’è Italia senza cinema", evidenziando come il cinema sia non solo "arte, ma anche artigianato e industria". Detassis ha auspicato l'introduzione di "regole condivise" che garantiscano la dignità di lavoratori e lavoratrici del comparto, chiedendo "un patto costruttivo che eviti che ogni segnale d’allarme si trasformi in scontro ideologico".

I David di Donatello: un palcoscenico per il dibattito culturale

I David di Donatello, il principale riconoscimento nazionale per il cinema italiano, vengono conferiti annualmente a Cinecittà e trasmessi su Rai 1.

L'edizione 2026 ha ribadito la centralità del premio nel promuovere il dibattito tra istituzioni e operatori di settore, favorendo un confronto pubblico sulle tematiche e le criticità attuali della creatività cinematografica nazionale. In questa occasione sono stati ricordati successi significativi, come il record di pubblico del film "Buen Camino" e il David dello spettatore assegnato a Checco Zalone, che con oltre nove milioni di spettatori conferma la popolarità del cinema italiano presso il pubblico.

La cerimonia di presentazione al Quirinale ha visto la partecipazione di tutti i candidati e di figure di spicco del panorama culturale, tra cui Claudio Bisio alla conduzione e personalità come Gianni Amelio, Bruno Bozzetto e Vittorio Storaro, insigniti dei David Speciali.

Nel suo intervento, Bisio ha offerto una profonda riflessione sulla *dimensione sociale e collettiva* del cinema, sottolineando l'importanza dell'esperienza della sala: "Il cinema ci fa immaginare e temere il futuro, è lavoro e passione per tutti noi, un luogo dove riscoprire emozioni e condividere esperienze". Ha poi condiviso un aneddoto personale, ricordando il suo primo bacio al cinema e l'ispirazione per la sua carriera di attore, evidenziando il potere formativo e ispiratore della settima arte.