In occasione dell’80° anniversario della Repubblica, il Presidente Sergio Mattarella, affiancato dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, ha inaugurato al Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la mostra "Vitalità dell’architettura italiana 1946‑2026". L’esposizione, aperta al pubblico dal 29 maggio al 15 novembre 2026, offre una riflessione sul percorso dell’architettura e dell’urbanistica italiane dalla nascita della Repubblica ai giorni nostri, ponendo al centro la memoria collettiva, l’innovazione museografica e la nuova generazione di progettisti.
La rassegna si apre con un omaggio al Monumento ai caduti dei campi di concentramento nazisti a Milano e al Monumento ai Martiri delle Fosse Ardeatine a Roma, richiamando la memoria come "necessario punto di ripartenza". Attraverso materiali d’archivio, la mostra esplora i grandi temi affrontati da architetti e urbanisti nell’Italia democratica e neo-repubblicana: dalla ricostruzione delle abitazioni alla creazione di musei, dalla valorizzazione del patrimonio all’istruzione, dalle infrastrutture allo spazio pubblico. Esempi includono la stazione di Napoli Centrale e la riqualificazione di piazza Cadorna a Milano, firmata da Gae Aulenti e Marco Buffoni.
I curatori Pippo Ciorra ed Elena Tinacci hanno descritto la mostra come un viaggio attraverso "passato, presente e futuro".
Hanno spiegato che, dopo l’omaggio iniziale, l’esposizione racconta l’evoluzione dell’architettura italiana dal dopoguerra alla fine del secolo, toccando temi come la ricostruzione delle case, i musei, la consapevolezza dell’heritage, le scuole e i grandi spazi pubblici e infrastrutturali. Un focus è dedicato al lavoro di otto studi della "Next Generation", giovani progettisti under 40 selezionati tramite il concorso biennale Next per ideare un’installazione estiva nella piazza del Maxxi.
Il percorso espositivo si arricchisce con le voci di figure autorevoli dell’architettura italiana tra Novecento e contemporaneità, attraverso interviste a Stefano Boeri, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, Massimiliano Fuksas, Renzo Piano, Franco Purini, Elisabetta Terragni, Paola Viganò e Cino Zucchi.
Il Ministro Giuli ha osservato che "In ogni epoca e a ogni latitudine, l’architettura è stata, e continua a essere, una forma emblematica e autorevole con cui una civiltà racconta sé stessa". Lorenza Baroncelli, direttrice del Maxxi Architettura e Design contemporaneo, ha sottolineato come la mostra guardi "nell’eredità del passato, nella tensione del presente e nella fiducia per il futuro". Maria Emanuela Bruni, presidente della Fondazione Maxxi, ha evidenziato la vocazione del museo, primo e unico museo nazionale di architettura, con l’obiettivo di valorizzare e archiviare il patrimonio nazionale, rendendo omaggio a una "straordinaria stagione di creatività e di impegno civile".
Il MAXXI: polo nazionale per l'architettura contemporanea
Il Maxxi, primo museo nazionale italiano dedicato alle arti contemporanee e all’architettura del XXI secolo, è stato progettato dalla celebre architetta Zaha Hadid e inaugurato nel 2010. Il complesso ospita due sezioni, MAXXI Arte e MAXXI Architettura, offrendo spazio espositivo flessibile, auditorium, laboratori didattici e una biblioteca multimediale. Situato nel quartiere Flaminio di Roma, l’edificio sorge sull’area dell’ex caserma Montello, scelta nel 1997 dal Ministero per i Beni culturali per un campus della contemporaneità. Il progetto vincitore del concorso del 1998 si distingue per la sua architettura fluida e innovativa, riconosciuta a livello nazionale e internazionale.
Tra eredità e futuro: il significato della mostra
L’esposizione si inserisce nel contesto del Maxxi, che, oltre a conservare una collezione permanente, si configura come un dinamico laboratorio culturale, luogo di sperimentazione e innovazione. Con la sua audace struttura architettonica, simbolo della Roma contemporanea, il museo ospita regolarmente mostre, performance, talk e workshop, consolidando la sua identità di spazio dialogante tra città, arte e cittadinanza.
Questa iniziativa riflette l’obiettivo primario del museo di coniugare la memoria storica con la ricerca contemporanea, valorizzando il patrimonio architettonico repubblicano e aprendosi alle nuove generazioni di architetti. La mostra "Vitalità dell’architettura italiana 1946‑2026", attraverso l’esplorazione di temi chiave e preziose testimonianze, riafferma la centralità del progetto architettonico nella costruzione dell’identità democratica italiana.