La Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano si apre a una singolare rilettura dei suoi celebri capolavori attraverso la Tape Art di No Curves. L'artista, noto per l'uso distintivo del nastro adesivo, è il protagonista della mostra personale intitolata “Ego - Dal nastro adesivo ai grandi capolavori”, visitabile gratuitamente nella Sala del Foro Romano dal 15 maggio al 16 giugno. L’esposizione propone una visione inedita di figure iconiche della storia dell’arte, reinterpretate con i codici visivi della street art e del linguaggio contemporaneo.

Le fattezze originali dei personaggi sono modificate dal nastro adesivo, che li avvolge in una sorta di passamontagna, trasformandoli in vere e proprie icone dell'era urbana e digitale, in un affascinante dialogo tra Rinascimento e contemporaneità.

Tra le opere protagoniste, Il Musico di Leonardo da Vinci, custodito proprio all’Ambrosiana, viene ripensato da No Curves come un moderno DJ, simbolo della cultura giovanile contemporanea. Il Ritratto di gentiluomo di Giovanni Battista Moroni si staglia su una piazza Duomo ultra contemporanea, arricchito da dettagli come una cintura Gucci che lo allineano all’immagine del giovane “maranza”. Nel percorso espositivo trovano spazio anche reinterpretazioni significative come quella del ritratto di Napoleone, qui rappresentato come un “gilet giallo” francese, con espliciti riferimenti all’attualità sociopolitica e alle sue dinamiche di protesta e trasformazione storica.

Arte, vetro e attualità internazionale

La mostra esplora una dimensione sperimentale attraverso l’impiego di materiali inusuali come il vetro. Nel ciclo delle “Maschere silenziose”, l’artista propone volti coperti, tra cui spicca una figura femminile che indossa un abito con stampata la mappa di Gaza, drammaticamente segnata dalla guerra. L'opera stessa è coperta da un vetro rotto, un intervento diretto di No Curves che simboleggia la fragilità e le tensioni che caratterizzano il mondo contemporaneo. Questo approccio mira a innescare una profonda riflessione sulla dissolvenza dell’identità nell’epoca digitale e nella sovraesposizione mediatica dei social media.

L’artista stesso sottolinea come “Figure storiche e contemporanee si fondono in un unico flusso narrativo dove l’identità si dissolve e la mia arte la ricompone in infinite possibilità”.

Antonello Grimaldi, segretario generale dell’Ambrosiana, aggiunge che queste opere dimostrano come “l’arte possa inserirsi nel dibattito contemporaneo sulla sovraesposizione digitale, offrendo una riflessione sull’essere e sull’apparire nell’era dei social media”.

La Veneranda Biblioteca Ambrosiana: un ponte tra passato e presente

Fondata nel 1607 per volontà del cardinale Federico Borromeo, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana è oggi riconosciuta come uno dei centri culturali più prestigiosi di Milano. Oltre alla celeberrima Pinacoteca, che custodisce capolavori di artisti del calibro di Leonardo da Vinci, Caravaggio, Bramantino e Moroni, l’Ambrosiana vanta un inestimabile patrimonio di manoscritti, libri antichi e opere d’arte di valore universale.

La sua ricca collezione museale si snoda attraverso diverse sale espositive, attirando ogni anno un vasto pubblico nazionale e internazionale, interessato sia ai capolavori della tradizione artistica sia alle più innovative sperimentazioni dell’arte contemporanea.

L’iniziativa che vede protagonista No Curves si inserisce perfettamente nella storica tendenza dell’Ambrosiana a dialogare con il presente e a proporre chiavi di lettura innovative dei tesori del passato. Oltre alle sue raccolte permanenti, la Biblioteca ospita regolarmente esposizioni temporanee e progetti dedicati all’incontro fecondo tra epoche e linguaggi artistici, confermandosi uno spazio di confronto culturale unico e dinamico nel panorama italiano.