La stagione 2026/2027 del Teatro alla Scala si apre all’insegna di una combinazione di tradizione e rinnovamento. “Otello è un titolo che evoca grandi sfide nel passato, ed è un po’ un segno per la stagione”, ha spiegato il sovrintendente e direttore artistico Fortunato Ortombina durante la presentazione del nuovo cartellone.

Nel suo intervento, Ortombina ha sottolineato una visione più dinamica del repertorio e della programmazione: “Non si può più pensare di stare decenni senza fare un titolo perché si ha paura di non avere trovato l’interprete giusto.

L’interprete giusto va cercato, scovato in tutto il mondo, ovunque sia, preparato per essere messo in scena qui, e per saper fare teatro e cantare ed essere dei bravi attori, lavorare in un metodo di lavoro che c’è qui”.

La stagione prevede tredici titoli d’opera, circa 95 recite e un equilibrio tra grandi maestri, nuove produzioni e giovani interpreti, con un’attenzione particolare all’attività di prova: “Oltre a fare le recite ci interessa fare le prove, questa è la condizione più importante - ha aggiunto Ortombina -. La sfida più grande è quella del lavoro di ogni giorno, e dal lavoro di ogni giorno fai saltare fuori in un tempo i risultati che fanno crescere tutti attorno a un’idea, attorno alla musica, adesso con un nuovo direttore musicale”.

A segnare questa fase è anche l’arrivo di Myung-Whun Chung nel ruolo di direttore musicale, che rafforza il legame con l’orchestra, il coro e il pubblico della Scala. Il suo esordio in questa veste avverrà con due grandi titoli verdiani, Otello e Macbeth. La programmazione affianca ai nomi consolidati una nuova generazione di artisti: su tredici opere, tre sono titoli mai eseguiti a Milano, quattro i debutti sia per i direttori sia per i registi, con un ampliamento significativo delle nuove voci.

Tra i principi guida del cartellone c’è la continuità con la tradizione scaligera, unita all’apertura verso il repertorio internazionale e storico, dal Barocco alla contemporaneità, valorizzando al tempo stesso il lavoro dei laboratori del Piermarini.

Sul piano strategico, la Scala punta a rafforzare la propria credibilità internazionale anche attraverso le tournée, basandosi sulla riconoscibilità delle proprie produzioni come espressione di una specifica identità culturale e territoriale. Un percorso che deve conciliarsi con la sostenibilità economica e con politiche di accesso più inclusive. “Un aumento del prezzo di vendita di alcune categorie di biglietti permetterà a chi ha meno possibilità di venire alla Scala. Stiamo facendo una politica scontistica significativa e su questo principio il cda insisterà”, ha dichiarato il sindaco di Milano e presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala, Giuseppe Sala.

Ortombina ha poi chiarito la logica delle scelte tariffarie: “Ci sono alcuni prezzi che vengono aumentati ma per determinare un plusvalore che verrà investito sull’accessibilità. Grazie a quei pochi che pagheranno di più per alcuni posti, verrà fatto lo sconto a tante persone che non si possono permettere un biglietto da 200 euro. L’accessibilità è il punto, perché, come ho detto l’anno scorso, alla fine del mio mandato mi piacerebbe che non ci fosse più nessun milanese che continuasse a dire che non è mai potuto andare alla Scala”.