Aperto oggi, con ingresso su invito, il Padiglione russo alla Biennale d’arte di Venezia. Performance musicali dai suoni ancestrali e una profusione di fiori accolgono i visitatori all’interno di quello che è già stato definito il padiglione della discordia.

Al piano superiore domina il grande albero al centro dell’evento "The Tree is Rooted in the Sky" ("L'albero è radicato nel cielo"), collocato al centro della sala, affiancato da installazioni video che restituiscono il paesaggio sonoro della Buriazia: neve, cavalli e montagne compongono un’atmosfera immersiva.

L’esperienza coinvolge tutti i sensi, incluso l’olfatto, grazie al profumo dei fiori che si diffonde negli ambienti. Tuttavia, quella che vorrebbe essere una celebrazione, dopo sette anni di chiusura del Padiglione, risulta in parte disorientante. Nel corso della giornata si alternano circa trenta artisti, non solo russi ma anche internazionali, tra suoni di campane ed esibizioni alla chitarra. L’opening ufficiale su invito è previsto per domani alle 17.00, mentre la registrazione delle performance proseguirà fino all’8 maggio.

Successivamente, il padiglione resterà chiuso per tutta la durata della Biennale Arte, fino al 22 novembre, e la performance sarà visibile al pubblico esclusivamente dall’esterno, attraverso maxi schermi.

Le parole della curatrice Anastasia Karneeva

«Grazie agli amici italiani che ci hanno permesso di essere qui. Vorrei che nei prossimi giorni l’arte fosse l’unica voce in tutti i padiglioni. Vorrei che la nostra attenzione fosse a tutti gli artisti di talento che si meritano il nostro sguardo». Con queste parole la curatrice Anastasia Karneeva, in un video diffuso sui social, ha annunciato la partecipazione del Padiglione della Russia alla Biennale Arte 2026 di Venezia, dopo due mesi di polemiche sul piano politico, diplomatico e istituzionale legate alla sua presenza.

«Voglio ringraziare la Biennale per aver sostenuto l’idea di avere tutti i padiglioni. Grazie agli amici di Venezia e a chi sostiene che l’arte deve rimanere indipendente.

In un padiglione chiuso nulla può crescere», ha aggiunto nella stessa clip.

Il Padiglione ospiterà fino all’8 maggio una serie di performance artistiche su invito, per poi chiudere sabato 9 maggio, giorno di apertura al pubblico della 61ª Esposizione internazionale.