L'ambasciatore di Israele Alon Bar Peled ha preso posizione sulle proteste che hanno accompagnato la presenza israeliana alla Biennale di Venezia, affermando che tali manifestazioni “non aiuteranno il popolo palestinese e non dovrebbero essere politicizzate”. Peled ha rimarcato l'importanza della libertà artistica e culturale, sottolineando che “ogni artista ha il diritto di esprimersi liberamente” e che la mostra è un luogo dove “possono e devono stare insieme in pace tutti i popoli”.

Le sue dichiarazioni seguono le dimissioni della Giuria Internazionale della Biennale, che aveva escluso Russia e Israele dai premi per accuse di crimini contro l’umanità.

Peled ha definito tale decisione “la scelta corretta”, sostenendo che “un giurato deve valutare l’arte e non la politica”. Ha ringraziato il presidente della Fondazione La Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, per aver difeso la partecipazione di tutti i Paesi. Il Padiglione israeliano, in ristrutturazione, è stato trasferito all'Arsenale grazie all'impegno della Fondazione.

Le posizioni di Peled su proteste e conflitto

Il Padiglione israeliano è da mesi oggetto di proteste politiche. Peled ha ribadito il “diritto di Israele di esistere, di esprimersi e di essere presente a Venezia”, dichiarandosi determinato a lottare “per indipendenza, libertà e sicurezza” e auspicando la “pace con i Paesi vicini”.

Ha enfatizzato il dialogo culturale come terreno di confronto, con la Biennale come spazio internazionale fondamentale.

In linea con le sue affermazioni, Peled si è espresso anche sulle manifestazioni in Italia, definendo “oltraggioso” celebrare il “massacro del 7 ottobre”, riferendosi agli attacchi di Hamas. Questi episodi, ha dichiarato, costituiscono “crimini contro l’umanità che non hanno alcuna giustificazione”. Ha richiesto alle autorità italiane di opporsi con fermezza a iniziative che possano “esaltare il terrorismo”, tutelando i “valori della nostra civiltà democratica”. Sui social, ha ribadito che “chi scende in piazza a giustificare il massacro dimostra di non voler la pace, ma di sostenere Hamas”.

La Biennale di Venezia: storia e ruolo globale

La Biennale di Venezia è un appuntamento espositivo di prestigio mondiale, crocevia di identità artistiche e tensioni politiche. Dal 1895, ha affrontato numerosi periodi di crisi internazionali, riflettendo grandi mutamenti geopolitici. Il Padiglione israeliano, inaugurato nel 1952, è un presidio storico, simbolo della presenza dello Stato di Israele nel dialogo culturale globale.

L'attuale edizione, tra Giardini e Arsenale, accoglie decine di nazioni e centinaia di artisti. Nonostante le tensioni, la Fondazione La Biennale ha mantenuto la centralità della libertà espressiva e della partecipazione universale. L'impegno di Pietrangelo Buttafuoco e il trasferimento del Padiglione israeliano all'Arsenale testimoniano la volontà di garantire la continuitàdella presenza internazionale.