Dal 4 al 7 giugno, Torino ospita l'edizione 2026 di Archivissima, il festival torinese dedicato alla promozione e valorizzazione dei patrimoni archivistici. L'evento, intitolato "Quello che non c’è", illumina assenze e patrimonio sommerso della memoria storica e culturale.
La manifestazione, che include il Festival degli Archivi e la Notte degli Archivi (il 5 giugno), registra un record di partecipazioni: 500 realtà da tutte le regioni aderiscono. Tra queste, 45 Archivi di Stato, oltre 100 enti locali, 35 archivi aziendali e circa venti tra università e scuole, a testimonianza della crescente attenzione.
Il tema "Quello che non c’è" invita a riflettere sull'immenso patrimonio culturale sommerso. Comprende archivi conservati ma inesplorati, e quelli esclusi dalla storia per negazione, censura, rimozione o trascuratezza. L'obiettivo è portare alla luce l'ombra, arricchendo la comprensione del passato.
Manuela Iannetti, presidente e direttrice di Archivissima, evidenzia: "L’archivio è, per definizione, il luogo in cui si custodisce la memoria. Ragionare a partire da quello che manca, da quello che non c’è, è un’occasione per riflettere sulle ragioni di queste assenze. Colmare i vuoti, unire i puntini, portare in emersione è una delle possibili strade da seguire per arricchire la conoscenza che abbiamo di noi e del nostro passato".
Il programma diffuso e la Notte degli Archivi
Le Gallerie d’Italia di Torino saranno il cuore della manifestazione, ma il programma si estenderà capillarmente, coinvolgendo numerose altre realtà culturali e non della città. Questa diffusione valorizza la pluralità dei patrimoni documentari e promuove il dialogo tra archivi storici, aziendali, fondazioni e università.
La Notte degli Archivi, appuntamento clou del 5 giugno, offrirà incontri, letture e mostre. Permetterà al pubblico di avvicinarsi a materiali e testimonianze spesso inaccessibili. Il programma spazierà dall’esplorazione di archivi noti a quelli meno conosciuti o di difficile accesso, offrendo un'opportunità unica per riscoprire quanto depositato nella memoria collettiva e individuale.
Archivissima: missione e impatto sul territorio
Fin dalla sua nascita, Archivissima mira a valorizzare la cultura degli archivi e la storia custodita in migliaia di fondi e istituzioni. Il festival si è affermato come appuntamento nazionale, capace di far dialogare gli archivi con il grande pubblico, con focus sugli archivi torinesi.
Le Gallerie d’Italia, sede principale per il 2026, sono un poloculturale di rilievo, con collezioni legate alla storia dell'arte, dell'industria e del territorio piemontese. Attraverso la sua missione di portare alla luce il patrimonio archivistico "che non c’è", Archivissima stimola una riflessione pubblica sul valore delle assenze e sulle possibilità di recupero della memoria storica.
Il coinvolgimento trasversale di archivi statali, locali, aziendali e scolastici sottolinea la varietà delle fonti che compongono la ricchezza documentaria, confermando la centralità del festival nel panorama culturale nazionale.