L'attore Sebastian Stan è stato protagonista a Cannes 2026, presentando Fjord, dramma sociale di Cristian Mungiu. Il film, in concorso, vede Stan come Mihai Gheorghiu, immigrato romeno in Norvegia con la famiglia. La loro ricerca di serenità si trasforma in un calvario per sospetti di violenze sulle figlie, attivando i servizi sociali. Stan ha dichiarato di riconnettersi alle sue origini tramite l'opera.
In conferenza, Stan ha sottolineato riflessione morale, impegnandosi in film che stimolino dialogo e punti di vista diversi. Ha affermato che l'arte deve affrontare i problemi correttamente per reagire senza paura.
Fjord: migrazione e identità
Fjord narra la vicenda della famiglia Gheorghiu, trasferitasi in Norvegia. L'inserimento nel villaggio rivela diffidenza. Lividi su una figlia adolescente portano all'intervento delle autorità, trasformando l'integrazione in un dramma familiare. La pellicola, con Renate Reinsve, esplora identità, appartenenza e pregiudizi nelle società contemporanee.
Cinema, politica e censura negli USA
Sul ruolo degli artisti, Stan ha offerto una visione pragmatica: il cinema è il suo mezzo per portare conversazioni importanti e punti di vista diversi. L'attore, interprete di Donald Trump in The Apprentice, ha espresso preoccupazione per gli Stati Uniti. Ha denunciato censura e minacce, affermando che "era tutto scritto".
Stan ha ricordato il clima di tensione per la première di The Apprentice, osteggiato da Trump durante le elezioni USA 2024. Questo ha reso il cinema uno spazio di resistenza e riflessione pubblica. Per Mungiu, l'opera prosegue l'indagine sui dilemmi contemporanei, tra storie familiari e questione migratoria.