Il futuro dell'Oceano Atlantico si gioca in una nuova e complessa battaglia geopolitica. È questo il tema centrale di "Tempesta. Reykjavík, Brest, New York, Rabat e la nuova battaglia per l’Atlantico", il libro di Mario De Pizzo, giornalista del Tg1 Rai e analista del think-tank Atlantic Council. Il volume, edito da Pensiero Libero – Luiss University Press, con la prefazione di Giampiero Massolo e un dialogo con Giuliano Amato, si configura come una vera e propria carta nautica per orientarsi in questa "tempesta" che, secondo l'autore, "non è alle porte: è già qui, e il modo in cui la affronteremo deciderà se l’Atlantico resterà un ponte o diventerà un fossato".

De Pizzo analizza la competizione strategica, militare ed economica che si manifesta in quattro nodi chiave: Reykjavík, New York, Brest e Rabat. In queste aree, sottomarini russi, cinesi e americani si osservano e studiano a vicenda, mentre la tradizionale centralità dell'asse euro-atlantico è messa in discussione da nuove tensioni. Il libro focalizza l'attenzione su temi cruciali come il multilateralismo, la difesa delle infrastrutture critiche, la proliferazione nucleare e il ruolo crescente delle armi autonome guidate dall’intelligenza artificiale. L'autore solleva un interrogativo fondamentale: "Chi governerà i mari governerà il mondo; ma a quale prezzo?", spingendo a riflettere se il potere abbia ancora un limite o se vinca chi è disposto a usare la forza senza regole.

I nodi strategici della competizione atlantica

Reykjavík, New York, Brest e Rabat, sebbene geograficamente distanti, sono connesse da una rete invisibile di interessi e tensioni che agitano mari e cancellerie globali. Il cambiamento climatico, sciogliendo i ghiacci artici, dischiude nuovi scenari con rotte commerciali inedite e risorse minerarie prima inaccessibili. È in questi spazi che si consuma un duello silenzioso, caratterizzato dalla presenza di sottomarini delle maggiori potenze, impegnati in una deterrenza costante, fatta di osservazione e ombre, lontana da un conflitto aperto ma intrinsecamente destabilizzante.

Il volume evidenzia come la sicurezza marittima tradizionale stia evolvendo verso forme di guerra ibrida, più sfuggenti e imprevedibili.

Queste includono attacchi ai cavi sottomarini, sabotaggi, offensive cibernetiche e l'impiego crescente di droni autonomi. In questo scenario dinamico, la cooperazione euro-atlantica si trova sotto forte pressione, minacciata da divisioni interne sempre più profonde e dalle ambizioni di potenze rivali.

Tecnologia, risorse e il dilemma del potere

L'analisi di De Pizzo approfondisce le implicazioni dell'apertura delle rotte artiche e la disponibilità di nuove risorse naturali, sottolineando come la competizione si giochi anche sulla superiorità tecnologica e sulla resilienza delle infrastrutture strategiche. Episodi come la presenza di sottomarini nucleari russi al largo dell’Islanda o l'intervento della marina francese a Brest contro droni non identificati dimostrano che il confronto è già in atto, spesso al limite della visibilità pubblica.

In questo contesto, il libro esamina anche il legame storico tra Europa e Stati Uniti, un rapporto sempre più sotto pressione. La domanda chiave che attraversa l'intera narrazione dell'autore, "il potere ha ancora un limite, oppure vince solo chi è disposto a usare la forza senza regole?", rimane una riflessione aperta sul futuro della sicurezza globale e sul ruolo cruciale dell'Atlantico come asse strategico mondiale.