La Galleria Russo di Roma ospita, dal 15 maggio al 13 giugno, “Le notti bianche”, una mostra dedicata alle opere recenti di Tommaso Ottieri, il pittore napoletano classe 1971. L’esposizione invita il pubblico a un viaggio negli itinerari dell’immaginazione, dove memoria e invenzione si fondono e l’ordinario si trasfigura in poesia visiva. Le tele di Ottieri indagano la percezione, l’illusione della luce e dell’ombra e la capacità dell’arte di cogliere l’essenza dell’esperienza umana, creando scene sospese tra presenza e nostalgia.

I dipinti propongono un percorso ideale tra città, metropoli, interni e paesaggi rarefatti.

Qui, la dialettica tra luce e ombra si arricchisce di silenzi densi di significato. La figura umana, pur assente, è costantemente evocata attraverso elementi architettonici, scenari urbani, monumenti o ambienti privati. La curatrice Anna Castello osserva che “i lampadari sospesi, le città e le radure oniriche sembrano emergere dai ‘frantumi’ evocati da Dostoevskij nel romanzo che dà il titolo all’esposizione, ricomposti con sensibilità e visione personale. Ottieri lavora con l’assenza visibile dell’uomo per rafforzarne la traccia poetica, così gli edifici assumono pose, gli spazi respirano, e ogni luce diventa segno di vita, memoria e desiderio. Ogni città, interno o lampadario sospeso sembra abitato da chi li accende o li attraversa”.

L'universo pittorico tra sogno e realtà

Il titolo “Le notti bianche” richiama il celebre romanzo di Fëdor Dostoevskij, chiave interpretativa per la ricerca artistica di Ottieri. La figura del “sognatore” dostoevskiano evoca una fusione di realtà e percezione interiore, trasformando la quotidianità in visione poetica. L’artista crea città, interni e paesaggi dove la presenza umana è suggerita, e la luce – filtrata, riflessa o sospesa – diventa protagonista del racconto visivo.

Le opere, spesso di grandi dimensioni, ritraggono paesaggi urbani opulenti e moderni accanto a scorci di architettura storica, dipinti nei toni del rosso, blu e giallo oro. In questi spazi, la monumentalità dialoga con la fragilità della memoria.

Un catalogo (Gangemi Editore, 2026), curato dalla Galleria Russo, ripercorre la sua produzione recente, con approfondimenti e immagini a corredo dell’esposizione.

Formazione e percorso artistico

Tommaso Ottieri, formatosi come architetto in Italia e laureato ad Aberdeen, in Scozia, dopo tre anni all’estero, torna a Napoli. Qui apre il proprio studio ed espone in gallerie locali. Ispirato da grandi architetti e artisti, classici e contemporanei, sviluppa uno stile personale che combina ricerca architettonica, sensibilità per la luce e attenzione ai dettagli urbani.

Il 2003 segna la prima grande mostra, avviando collaborazioni con gallerie italiane ed estere e la partecipazione a fiere d’arte internazionali.

La sua ispirazione si nutre dello studio delle strutture, dei giochi di luce e della rievocazione di atmosfere sospese, elementi distintivi del suo stile. Le opere, visibili fino al 13 giugno, esplorano la sottile linea tra memoria e invenzione, invitando lo spettatore a completare la narrazione.