Dal 10 al 12 luglio 2026, il Gazometro Ostiense di Roma torna a essere il fulcro di Videocittà Watercult, la nona edizione del Festival della visione e della cultura digitale. L'evento propone installazioni immersive, videoarte, esperienze musicali, talk e incontri, tutti incentrati sul tema dell'acqua: elemento vitale e universale, chiave di riflessione sui suoi valori ecologici, politici e culturali. L'installazione immersiva inaugurale, 'In Lympha', accoglierà i visitatori all'Opificio 41, offrendo un'esperienza sensoriale che interpreta l'acqua come generatrice di vita e motore di trasformazione.

Il programma spazia dalle opere d'arte digitale alle suggestive installazioni luminose, dalle performance dal vivo ai coinvolgenti DJ set, incluse esperienze in realtà virtuale e un vasto calendario di videoarte internazionale. Il Gazometro, simbolo di archeologia industriale urbana, si conferma la sede principale del festival, coinvolgendo quest'anno anche spazi come l'Opificio 60 Nord. L'organizzazione sottolinea l'importanza del dialogo tra l'acqua, il fiume Tevere e il quadrante Ostiense di Roma, trasformando l'area in un "laboratorio multisensoriale e multidisciplinare", come affermato dalla consulente del festival Natalia Bagnato.

Artisti, opere e nuove tecnologie in dialogo con l’ambiente

Con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e creativa di Michele Lotti, e il sostegno di Eni come main partner, Videocittà 2026 presenta a Roma opere immersive. Tra queste, 'Water: always the same, always different' di Giuseppe La Spada, installazione al G4 con le sonorità di Francesca Heart e la performance di Amanda Lana. L'artista cinese Cao Yuxi, per la prima volta in Italia, presenta all'Opificio 60 Nord 'Nature’s Computility': una cascata visiva generata da algoritmi sofisticati, capace di tradurre la mutevolezza dell'acqua in dinamiche ad altissima risoluzione.

La sezione audio-visual music esplora il rapporto tra acqua, immagini e suoni, mentre realtà virtuale e videoarte offrono esperienze immersive per il pubblico di ogni età.

Tra le novità, l'opera di Tommaso Cherubini, 'Invisible Ecologies: Tevere', trasforma dati idrologici e ambientali del fiume in un'installazione digitale immersiva. L'11 luglio, Adrian Paci presenterà 'Turn on' e due lavori sull'acqua: 'Di queste luci si servirà la notte' (video installazione nata da una performance nell'Arno) e 'The Column' (metafora visiva su lavoro e dialogo culturale).

Videocittà: storia, numeri e impatto culturale a Roma

Nato nel 2018 da un'idea di Francesco Rutelli, Videocittà promuove la sperimentazione artistica e digitale. In nove anni, il festival ha accolto circa mezzo milione di spettatori, affermandosi come luogo di confronto tra creativi, artisti, esperti, istituzioni e pubblico.

Rutelli ha definito l'edizione uno "spettacolo emozionale e una dichiarazione d’amore a Roma e alla sua capacità di guardare al futuro". Il festival si avvale del contributo di partner come Università, Comune, Regione e Cinecittà, rinnovando ogni anno il dialogo tra cultura, tecnologia e territorio.

Il Gazometro Ostiense, sede principale, è il più esteso complesso di archeologia industriale urbana d'Europa. La sua trasformazione in polo culturale ha rafforzato l'identità e i processi di rigenerazione urbana della zona Ostiense. Nell'edizione 2026, il festival ospiterà la cerimonia dell'IGP Decaux Graphic Award, con la premiazione delle tre opere che reinterpretano Roma attraverso l'intelligenza artificiale. Questo conferma la centralità di Videocittà come appuntamento di rilievo per l'arte contemporanea e digitale nella Capitale.