La scrittrice Zadie Smith ha inaugurato il Salone del Libro di Torino 2026 con una lectio magistralis dedicata alle nuove generazioni, un tema centrale anche nella sua ultima raccolta di saggi, "Vivi e Morti", edita da Sur. Smith ha sottolineato l'importanza di un'enorme empatia e generosità verso i giovani, affermando che stanno crescendo con la percezione di un futuro quasi inesistente. "È probabilmente la prima volta nella storia che una generazione si trova ad avere a che fare con questo problema", ha dichiarato, evidenziando la necessità di comprendere anziché compatire.
Durante la sua esperienza come docente universitaria, Smith ha rivelato di aver interrogato i suoi studenti sul loro futuro nel 2030. La reazione è stata significativa: "Una metà della classe ha detto 'Oddio, non lo so' e l’altra metà si è messa a ridere". Molti ventenni, ha spiegato la scrittrice cinquantenne e madre di una figlia adolescente, sono cresciuti con l'idea di un'apocalisse imminente, un concetto che, anche per i meno credenti, è stato internalizzato. Ha rimarcato il netto divario generazionale, osservando che la sua versione quindicenne sarebbe "disgustata" dalla donna di successo che è oggi, in particolare per i risultati economici raggiunti, lontani dalle sue aspirazioni giovanili.
Riflessioni sul mistero e l'assolutismo
Nel volume "Vivi e Morti", Zadie Smith intreccia riflessioni biografiche e letterarie. Tra gli episodi personali, spicca il racconto di una misteriosa caduta da una finestra in adolescenza, da cui si salvò miracolosamente. L'autrice riflette su come, in un'epoca sovraccarica di informazioni, si tenda a negare l'esistenza di ciò che resta inspiegabile. "Tanta parte della vita umana è comunque misteriosa, incomprensibile e non spiegabile in nessun modo", ha affermato, lasciando spazio all'ignoto.
Smith affronta anche le tensioni politiche globali, criticando aspramente l'assolutismo. In uno dei saggi, avverte che "non possiamo permettere a Trump di condurre l’intera umanità in un mondo binario di numeri uno contro numeri zero".
La scrittrice sostiene che questa "contrapposizione netta" sia insostenibile, poiché la vita stessa è complessa e sfaccettata. "Queste forme di assolutismo non durano mai a lungo", ha spiegato, paragonandone la fine a quella del Nazismo, quando "è come se la febbre passasse". Tuttavia, esprime preoccupazione per il pensiero assolutistico dominante oggi, paventando una "reale minaccia nucleare" e definendolo un "culto della morte".
Maestri letterari e nuovi orizzonti creativi
Zadie Smith rende omaggio ai suoi maestri letterari in "Vivi e Morti", citando figure come Martin Amis, Philip Roth, Toni Morrison e Joan Didion. Ha descritto rapporti diversi con ciascuno, da amicizie personali a incontri unici, ma tutti le hanno lasciato una "fortissima eredità di energia" che desidera restituire.
Guardando al futuro, Smith è attualmente impegnata nella stesura di quattro conferenze per le Clark Lectures dell’Università di Cambridge, una delle quali dedicata a Susan Sontag. Ha rivelato di aver interrotto la scrittura di un romanzo, definendolo "schifoso", ma ha assicurato che "tornerò alla narrativa in un secondo momento". Il Salone del Libro di Torino si conferma così un crocevia di riflessioni profonde sulle inquietudini contemporanee e un ponte tra le generazioni di autori e lettori.