C’è un legame, invisibile, che stringe la città di Cava de’ Tirreni alle sue colline. È un legame che quest'anno compie 370 anni, rinnovando un patto solenne che affonda le radici nel momento più drammatico della storia cittadina.
La Festa di Montecastello, giunta quest’anno alla sua 370ª edizione, non è solo una manifestazione religiosa o un evento folkloristico: è il cuore pulsante dell’identità cavese, un’eredità che resiste al tempo trasformandosi senza mai perdere la propria anima.
Le radici della festa: "Il miracolo del 1656"
Nel 1656, l’epidemia di peste bubbonica mise in ginocchio l'intera Campania, decimando la popolazione di Cava con oltre 6.000 vittime.
Nel picco del contagio e della disperazione, il parroco don Andrea Gagliardi guidò una processione disperata fino alle mura del Castello di Sant'Audiutore.
I fedeli salirono sulla vetta invocando la liberazione dal morbo attraverso il Santissimo Sacramento. La cessazione dell'epidemia venne vissuta come un vero e proprio miracolo eucaristico. Da quel momento, ogni anno, la comunità locale rinnova quel voto di gratitudine, tramandando, di generazione in generazione, una delle tradizioni religiose più longeve e sentite dell'intero stivale, trasformando una tragedia in un'identità condivisa.
Il folklore dei Trombonieri e i sapori della tradizione
Ma la Festa non è festa senza di loro: i trombonieri.
Custodi di una promessa antica, uomini e donne che portano sulle spalle il peso e l'orgoglio dei quattro distretti storici della città: il Pasculanum (Trombonieri Senatore e Pistonieri Santa Maria del Rovo), il Corpo di Cava (Archibugieri SS. Sacramento e Trombonieri Filangieri), Sant'Adiutore (Trombonieri S. Anna e Trombonieri S. Anna all'Oliveto) e il Mitilianum (Trombonieri Borgo Scacciaventi-Croce e Pistonieri Montecastello). Strumenti d’acciaio e legno alla mano, stringono quello che per tutti i cavesi è semplicemente "il pistone". È un'arma pesante, un antico trombone spogliato della sua ferocia originaria e trasformato nel contorno di una festa. Quando quel pezzo di ferro spara a salve verso il cielo, non fa solo rumore: rilascia un fumo denso che profuma di polvere da sparo e di storia.
Accanto ai riti religiosi e ai cortei in costume, la festa vive anche nei piatti della memoria culinaria locale. Le strade si riempiono del profumo della tipica milza imbottita, dei salami locali e delle pastiere, consumate all'aperto in un momento di forte convivialità e attesa per la solenne benedizione impartita dal castello alla città.
La svolta del 2026: la tradizione sposa l'innovazione
L'edizione numero 370 segna tuttavia una svolta epocale, dimostrando come la tradizione possa dialogare con la modernità. Per questa edizione, l'organizzazione ha scelto di guardare alla sostenibilità e al futuro: i classici fuochi pirotecnici sul castello lasceranno il posto a uno spettacolare show di droni luminosi nel cielo notturno.
Non solo: la facciata dello storico Duomo di Cava si trasformerà in una tela digitale grazie a un suggestivo video mapping, che proietterà le immagini della pestilenza.
La settimana di eventi (che culminerà con i grandi cortei storici del 13 e 14 giugno) promette di dimostrare ancora una volta come Cava de’ Tirreni sappia custodire il proprio passato, custodendolo non come cenere da venerare, ma come un fuoco vivo da alimentare.
Il programma completo (6-14 giugno)
Sabato 6 giugno: Ore 21:00, accensione dell'Ostensorio a Monte Castello.
Domenica 7 giugno: Ore 19:00, Pontificale per il Corpus Domini (S. Vito); ore 20:00, Processione Eucaristica.
Mercoledì 10 giugno: Ore 20:00, arrivo della "Fiaccola della Fede" sul sagrato della Cattedrale.
Giovedì 11 giugno (Giornata clou): Ore 8:00 e 11:00, Sante Messe al Castello. Ore 20:30, Storica Processione Eucaristica e Solenne Benedizione alla città.
Venerdì 12 giugno: Ore 21:00, Processione penitenziale dal Convento di S. Francesco; ore 22:00, Video mapping sulla facciata del Duomo.
Sabato 13 giugno: Ore 20:30, Corteo storico seicentesco per il centro; ore 23:00, Spettacolo di droni da Monte Castello.
Domenica 14 giugno: Ore 18:30, Corteo Storico “Le Corporazioni del ‘600”; ore 20:00, Canto del “Te Deum” (Convento di San Francesco).