Dal 8 giugno al 13 dicembre 2026, Roma si prepara ad accogliere un evento culturale di risonanza internazionale: ai Musei Capitolini, nella suggestiva cornice di Villa Caffarelli, prende vita la mostra "Diego Rivera e la costruzione dell’arte moderna in Messico nel XX secolo". Questa è la più ampia esposizione sull’arte messicana mai realizzata in Europa negli ultimi decenni e la prima rassegna italiana interamente dedicata a Diego Rivera, il celebre pittore e muralista, figura emblematica della modernità latinoamericana. Il percorso espositivo offre un vero e proprio viaggio tra la tradizione e la rivoluzione dell’arte messicana, esplorando il dialogo tra accademia e avanguardia e fornendo una panoramica unica sui grandi protagonisti che hanno plasmato la cultura visiva del Messico nel Novecento.

L’iniziativa è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, e si inserisce nel contesto delle celebrazioni legate alla Giornata della Memoria. La sua realizzazione è frutto della collaborazione con MetaMorfosi Eventi e il Museo Kaluz di Città del Messico, con il supporto di Zètema Progetto Cultura e il patrocinio dell’INBAL – Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura – e dell’Ambasciata del Messico in Italia. Il coordinamento scientifico della rassegna è curato da Miguel Fernández Félix, direttore del Museo Kaluz, e Alberto González Torres, direttore del Museo Robert Brady.

Un’ampia selezione di maestri e capolavori del Messico moderno

La mostra presenta un totale di 140 opere, tra cui spiccano 30 capolavori di Diego Rivera. Questi includono dipinti, disegni, studi e progetti muralistici che evidenziano la sua importanza cruciale per l’identità culturale messicana. Accanto alle creazioni di Rivera, il pubblico avrà l’opportunità di ammirare lavori di artisti del calibro di Frida Kahlo, José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo, Rufino Tamayo, Angel Zárraga, Julio Castellanos, Abraham Ángel, Saturnino Herrán, Gerardo Murillo (noto come Dr Atl), Adolfo Best Maugard, Carlos Mérida, Roberto Montenegro, Manuel Lozano e Fermín Revueltas, tutti protagonisti del fervente panorama artistico novecentesco.

Una sezione speciale dell’esposizione è dedicata alla fotografia e al cinema, con la presentazione di scatti storici, tra cui le celebri fotografie di Tina Modotti che immortalano Diego Rivera. Queste immagini restituiscono vividamente il clima intellettuale e sociale dell’epoca, caratterizzato da rivoluzioni, riforme e l’emergere di nuove espressioni estetiche. La retrospettiva, quindi, non si limita a offrire una sintesi esaustiva dell’arte visiva, ma approfondisce anche il ruolo collettivo e politico degli artisti messicani nella costruzione di una nuova identità nazionale.

I Musei Capitolini e il dialogo culturale con Roma

I Musei Capitolini, fondati nel 1471 e riconosciuti come il più antico museo pubblico del mondo, si confermano un polo internazionale di eccellenza nel dialogo artistico.

Villa Caffarelli, scelta come sede espositiva, rappresenta uno degli spazi più prestigiosi della città, ideale per valorizzare sia le collezioni permanenti sia le grandi rassegne temporanee. L’evento si inserisce in una stagione culturale romana di ampio respiro, rafforzando il legame storico tra Italia e Messico all’insegna dell’arte e delle politiche culturali condivise.

Oltre alla straordinaria esposizione di capolavori, la rassegna prevede numerosi approfondimenti didattici e un ricco programma di eventi collaterali, tutti incentrati sulla figura di Diego Rivera e sull’arte messicana del XX secolo. L’elevata affluenza prevista, data la portata internazionale degli artisti e la rarità dei prestiti, sottolinea il ruolo dei Musei Capitolini come punto di riferimento culturale a livello europeo per la valorizzazione di patrimoni artistici extraeuropei.