Dal 12 al 14 giugno 2026, le Giornate Europee dell'Archeologia (GEA 2026) apriranno oltre 100 siti in tutta Italia. L'evento offrirà al pubblico l'opportunità di esplorare un ricco patrimonio, da Roma (Complesso monumentale del San Michele) a Brescia (teatro romano) e altri importanti luoghi. Il programma include laboratori, visite guidate e dibattiti per avvicinare i cittadini all'archeologia.
Promosse dall'Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva e patrocinate dal Consiglio d'Europa, le GEA 2026 coinvolgono tutte le regioni italiane.
Il tema, “Archeologia in corso”, si focalizza sul processo di ricerca, rendendo accessibili scavi, depositi, laboratori e oltre 30 cantieri attivi. Luigi La Rocca, capodipartimento per la Tutela del patrimonio culturale, ha spiegato che l'iniziativa rivela la complessità del lavoro archeologico aprendo siti inaccessibili. Mirella Serlorenzi, direttrice dell’Istituto Centrale per l’Archeologia, ha aggiunto che l'evento mira a rendere comprensibili opere spesso percepite come "fastidiose". L'inaugurazione è il 12 giugno al Complesso del San Michele a Roma.
Il "dietro le quinte" e le attività delle GEA
Il programma si concentra sul "dietro le quinte" della ricerca, rendendo accessibili non solo siti archeologici noti, ma anche luoghi solitamente chiusi come cantieri di scavo, depositi di reperti, laboratori e archivi.
L'iniziativa mostra il lavoro di archeologi, restauratori e tecnici, coinvolgendo istituzioni e università. Nei più di 30 cantieri attivi, i visitatori potranno assistere in diretta alle fasi operative e interagire con gli esperti. Le attività includono visite guidate, laboratori per famiglie e studenti, tavole rotonde e dibattiti sulla tutela del patrimonio, per un'esperienza formativa e inclusiva per ogni età.
Pompei in primo piano e la storia delle Giornate
Un punto di rilievo delle GEA 2026 sarà Pompei, con visite speciali ai cantieri della Casa di Giulio Polibio, delle Tombe di Porta Stabia e dell’Insula Occidentalis e Meridionalis, oltre ai depositi dei Granai del Foro. A Stabia, saranno aperti i depositi del Museo "D’Orsi".
L'iniziativa racconta "in diretta" il lavoro sul campo, trasformando cantieri e spazi inaccessibili in luoghi di confronto e dialogo inclusivo.
Nate in Francia nel 2010, le Giornate Europee dell’Archeologia coinvolgono oggi oltre 30 Paesi. L'Italia ha ampliato la partecipazione, coordinando iniziative tra Ministero della Cultura, istituti e associazioni. L'apertura di luoghi meno noti e la valorizzazione di scavi e restauri sono tratti distintivi, pensati per restituire al pubblico la ricchezza storica e scientifica nazionale.