Il Museo del Novecento di Milano presenta al pubblico un'opera di straordinaria importanza: 'Homme assis', realizzata da Pablo Picasso nel 1967. Questo dipinto non è solo un capolavoro della tarda produzione dell'artista spagnolo, ma riveste un significato storico particolare per la città, essendo la prima opera di Picasso ad essere entrata nelle collezioni civiche milanesi.

L'acquisizione avvenne nel 1972 per iniziativa dell'allora sindaco Aldo Aniasi. La decisione seguì la mostra 'Amnistía. Que trata de España', allestita nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale.

Questa esposizione era stata promossa dai sindacati Cgil, Cils e Uil con l'obiettivo di sostenere i lavoratori spagnoli e richiedere l'amnistia per i prigionieri politici sotto il regime franchista. Tra tutte le opere esposte in quell'occasione, 'Homme assis' fu l'unica acquisita dal Comune di Milano, una scelta che sottolineò con forza l'impegno di solidarietà internazionale e la chiara posizione antifranchista assunta dalla città.

Un'opera tra arte e impegno civile

La mostra attuale, allestita al piano terra del Museo del Novecento e curata da Roberto Pini, offre un approfondimento sulla storia del dipinto. Attraverso fotografie e documenti d'archivio, viene illustrato il valore simbolico dell'opera come emblema di rivoluzione, resistenza e impegno civile.

'Homme assis' fa parte della celebre serie dei Moschettieri, un nucleo significativo della produzione di Picasso negli ultimi anni della sua vita.

Prima di essere accolto nelle collezioni milanesi, il quadro aveva già avuto una rilevante esposizione internazionale: fu presentato al Salon de Mai di Parigi e successivamente al Salón de Mayo dell’Avana. Nel contesto cubano, Picasso stesso inviò l'opera come gesto di appoggio politico, rafforzando così il ruolo dell'arte come veicolo di messaggi universali di pace e libertà.

Il patrimonio del Museo del Novecento e la sua valorizzazione

La rassegna dedicata a 'Homme assis' si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione del patrimonio di arte contemporanea del Comune di Milano.

Questo progetto espositivo coinvolge una revisione critica del fondo museale e si collega alle recenti attività di catalogazione digitale. Tali iniziative porteranno, entro la fine del 2026, alla pubblicazione online del catalogo completo delle collezioni. Questo lavoro ha permesso di riscoprire e documentare storicamente opere essenziali come 'Homme assis', confermando il ruolo del museo come luogo di studio e memoria civile.

Il Museo del Novecento, inaugurato nel 2010 all'interno dell'Arengario di Piazza del Duomo, custodisce una delle maggiori raccolte pubbliche dedicate all'arte italiana del XX secolo, ospitando più di quattromila opere. Si distingue per progetti espositivi legati ai grandi movimenti e alle personalità principali dell'arte moderna e contemporanea.

La presenza di Picasso si aggiunge alla vasta collezione permanente che comprende, tra gli altri, lavori di Boccioni, Fontana, Marinetti, Manzoni e Morandi.

La cura e la valorizzazione delle opere costituiscono uno degli obiettivi principali dell'istituzione, che negli ultimi anni ha investito in nuove tecnologie per la catalogazione e la divulgazione. Eventi come la mostra dedicata a 'Homme assis' rafforzano il legame tra Museo del Novecento e pubblico, offrendo occasioni per rivivere la storia artistica della città e approfondire i temi sociali ed etici che hanno segnato la storia europea nel secondo Novecento.