L’Ambasciata d’Italia a Londra ha ospitato la presentazione di Leonardotheka, una nuova piattaforma digitale che riunisce, per la prima volta in oltre quattro secoli, le due principali raccolte di manoscritti e disegni di Leonardo da Vinci. Frutto della collaborazione tra il Museo Galileo di Firenze, il Ministero della Cultura, il Royal Collection Trust, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e la Biblioteca Leonardiana di Vinci, Leonardotheka (teche.museogalileo.it/leonardo) è oggi la più vasta risorsa digitale al mondo dedicata ai manoscritti vinciani, con circa 3.500 pagine consultabili online.

Il progetto decennale ha permesso di ricomporre virtualmente due nuclei fondamentali della produzione leonardesca: i 1.119 fogli del Codice Atlantico, custoditi dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, e i circa 550 fogli della Royal Collection di Windsor, comprendenti disegni figurativi, anatomici e naturalistici. Questi fogli, originariamente un unico corpus, furono smembrati alla fine del Cinquecento da Pompeo Leoni. La piattaforma evidenzia la connessione tra gli studi scientifici e i disegni figurativi di Leonardo, arbitrariamente separati da Leoni.

Leonardotheka: la ricostruzione digitale

La piattaforma non si limita alla digitalizzazione. Grazie ad avanzate tecniche di restauro digitale, Leonardotheka consente la ricostruzione di pagine.

Cinquanta frammenti di Windsor sono stati reintegrati nel Codice Atlantico, restituendo il contesto originario. Un esempio è il ricongiungimento del foglio 399r del Codice Atlantico con il foglio 912345r di Windsor, che unisce un disegno di cavallo a un testo sul monumento equestre del Regisole di Pavia.

Il progetto è finanziato per metà dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Università e della Ricerca, e per la restante parte dal Museo Galileo, anche tramite i ricavi della bigliettazione. Roberto Ferrari, direttore esecutivo del Museo Galileo, ha evidenziato come Leonardotheka rappresenti “un precedente convincente su come le istituzioni culturali possano e debbano mantenere la proprietà intellettuale dei loro progetti digitali”, distinguendosi da piattaforme generiche e tentativi commerciali.

Matthew Landrus dell’Università di Oxford ha aggiunto che la risorsa aiuterà a “accelerare e migliorare la ricerca per un pubblico più ampio”, rivelando i processi di pensiero e l'approccio interdisciplinare di Leonardo.

Storia delle collezioni di Leonardo

I manoscritti di Leonardo da Vinci furono redatti dalla metà degli anni Settanta del Quattrocento fino alla sua morte, nel 1519. Il corpus fu ereditato da Francesco Melzi, suo allievo. Successivamente, i manoscritti passarono a Pompeo Leoni che, alla fine del XVI secolo, li smembrò in due album: uno dedicato alle ricerche scientifiche e tecniche (oggi il Codice Atlantico), e l’altro contenente i disegni figurativi.

Nel Seicento, Polidoro Calchi, genero ed erede di Leoni, vendette l’album più corposo, il Codice Atlantico, al conte Galeazzo Arconati.

Arconati lo donò nel 1637 alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, dove è tuttora custodito. L’altro album, con i disegni figurativi, giunse in Inghilterra ed entrò nella Royal Collection intorno al 1670, probabilmente come dono a re Carlo II.

La vasta portata della raccolta riunita su Leonardotheka offre un’occasione unica per studiosi e appassionati di esplorare la molteplicità di interessi di Leonardo, seguire i suoi studi e comprendere l’intreccio tra pensiero scientifico e pratica artistica. La piattaforma si propone come modello per altre istituzioni culturali, promuovendo la conservazione, la ricerca e la fruizione critica dei patrimoni digitalizzati, e favorendo una conoscenza più approfondita di uno dei protagonisti assoluti del Rinascimento.