Josh O'Connor è il protagonista di 'Rebuilding', il nuovo film di Max Walker-Silverman, in uscita nelle sale italiane dal 4 giugno. La pellicola narra la storia di Dusty, ultimo discendente di una famiglia di cowboy del Colorado. Dopo aver perso il suo ranch in un devastante incendio, Dusty si ritrova in un campo della protezione civile, condividendo la tragedia e la necessità di ricominciare. Questo western contemporaneo segue la sua rinascita: Dusty riallaccia i legami familiari (con l'ex moglie Ruby e la figlia Callie-Rose) e scopre un profondo senso di comunità.

La domanda di Callie-Rose, “Si può essere un cowboy senza mucche?”, simboleggia la ricerca di una nuova identità e la capacità umana di trasformare il dolore in solidarietà.

Ispirazione e interpretazione di O'Connor

L'ispirazione per 'Rebuilding' proviene dall'esperienza personale del regista Max Walker-Silverman: l'incendio che distrusse la casa di sua nonna. Definita una "favola" o "canzone popolare", la storia ha motivato la scelta di Josh O'Connor, noto per 'La Chimera' e 'Challengers'. L'attore ha mostrato interesse per la dimensione ecologica e disponibilità a interpretare un personaggio "molto misterioso" e distante da sé. O'Connor, nel ruolo di Dusty, trasmette un equilibrio di contenimento emotivo e vulnerabilità, guidando il personaggio nella sua ricostruzione emotiva e materiale, riscoprendo i legami familiari (con Bess Madigan).

La speranza come scelta

Il film esplora la speranza come scelta concreta, antidoto alla disperazione. Walker-Silverman sottolinea che non è ingenuità, ma la volontà di lottare per un mondo migliore. "La speranza non è qualcosa di astratto: è una scelta molto concreta", afferma il regista. La perdita stimola la riscoperta di valori come amore, cura e miglioramento. Anche senza i riferimenti del passato, una nuova identità emerge da condivisione e resilienza, dal disastro alla ricostruzione.

Contesto e resilienza

'Rebuilding' si inserisce nel filone di pellicole sui disastri ambientali, come 'Nomadland' e 'Wildlife'. La narrazione è più lirica, incentrata su resilienza e solidarietà, senza espliciti riferimenti al cambiamento climatico.

Campi di roulotte e difficoltà economiche delineano un paesaggio sociale dove la perdita delle certezze tradizionali ridefinisce i legami. L'interpretazione di O'Connor enfatizza la forza del protagonista nell'umanità e nella connessione con gli altri, esplorando la guarigione tramite piccoli gesti.