L'attesissima autobiografia di Serj Tankian, intitolata ‘Down with the System – Un’autobiografia (o quasi)’, arriva per la prima volta in Italia, pubblicata da Il Castello nella collana Chinaski. Il libro offre un sguardo intimo e approfondito sulla vita del celebre frontman dei System of a Down, intrecciando in modo significativo il suo percorso musicale con un profondo impegno civile e una costante ricerca personale. Tankian ripercorre le sue origini armene, la crescita negli Stati Uniti e il ruolo centrale che l’identità culturale e la memoria storica hanno avuto nella sua formazione e nella sua visione del mondo.
Tra attivismo e note: la filosofia di Serj Tankian
Nel suo memoir, Tankian sottolinea con forza come il suo attivismo sia nato e si sia sviluppato ben prima della sua carriera artistica, evidenziando un legame indissolubile tra la musica e le sue battaglie civili. Il racconto si sofferma sulle tappe fondamentali della sua esistenza: dalle radici della sua famiglia armena, segnata dalla tragedia del genocidio, al trasferimento e alla crescita a Los Angeles, fino alla genesi e all'affermazione dei System of a Down. L’autore narra episodi emblematici che hanno scandito la sua carriera, come il raggiungimento del primo posto in classifica con l’album ‘Toxicity’ proprio l’11 settembre 2001, una coincidenza destinata a segnare per sempre la storia della band.
Viene anche ricordato il suo rifiuto di esibirsi a Istanbul, un gesto di protesta contro il negazionismo turco. Ampio spazio è dedicato alle sue instancabili campagne per il riconoscimento internazionale del genocidio armeno e alla difesa dei diritti umani, temi che hanno profondamente caratterizzato la sua figura pubblica e la sua produzione artistica.
Dinamiche interne e orizzonti artistici oltre la band
Il libro non tralascia le complesse dinamiche interne ai System of a Down, comprese le tensioni che nel 2006 lo portarono ad allontanarsi dal gruppo, proprio all’apice della loro popolarità. Nonostante le divergenze, Tankian ha sempre mantenuto un profondo rispetto e un forte legame con gli altri membri, considerandoli amici fraterni e valorizzando il legame costruito in anni di esperienze condivise.
La narrazione è arricchita da aneddoti curiosi e divertenti che coinvolgono figure di spicco del rock internazionale come Rick Rubin, Lemmy dei Motörhead, Mike Patton, Tom Morello e Chris Cornell, offrendo uno spaccato inedito del mondo della musica. Tankian riflette inoltre sul ruolo della musica non solo come intrattenimento, ma come strumento per stimolare il pensiero critico e promuovere il dialogo e il cambiamento sociale. L'artista descrive anche le sue molteplici esperienze al di fuori della band, tra album solisti, composizioni per orchestra e colonne sonore, dimostrando la sua notevole versatilità artistica. La narrazione si chiude con una toccante riflessione nata negli anni della reunion: vedere i figli dei membri della band ballare insieme sotto il palco gli ha fatto comprendere che i System of a Down sono diventati molto più di una semplice band, trasformandosi in una vera e propria famiglia.
Serj Tankian: l'artista, l'attivista, l'uomo
Nato a Beirut da genitori armeni, Serj Tankian si è trasferito negli Stati Uniti durante l’infanzia. Dopo aver abbandonato la prospettiva di una carriera in legge, ha intrapreso il percorso musicale che lo ha portato a fondare i System of a Down, affermandosi come una delle voci più riconoscibili e influenti del rock contemporaneo. Da sempre attivista impegnato, ha saputo unire in maniera esemplare la sua arte musicale alle sue battaglie civili, distinguendosi per la strenua difesa dei diritti umani e per la costante sensibilizzazione su importanti temi storici e sociali. Il memoir restituisce il ritratto di un artista rimasto fedele ai propri valori pur vivendo sotto i riflettori dell’industria musicale globale. Un racconto sincero e appassionato che delinea la figura di un musicista che non ha mai smesso di interrogarsi e di agire per un mondo migliore.