Il 5 giugno 2026, l’Arena di Verona sarà il palcoscenico di un evento di risonanza internazionale: "Campioni del mondo - Italia loves Unesco". L’iniziativa mira a celebrare il primato italiano nel riconoscimento dei patrimoni Unesco e, in particolare, a lanciare ufficialmente la candidatura della canzone napoletana classica a patrimonio dell’umanità. La serata, che vedrà la partecipazione di 100 delegati Unesco provenienti da ogni angolo del globo, accompagnati dall’ambasciatore Liborio Stellino, sarà trasmessa in diretta su Rai 1 a partire dalle 21.30.

Il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha illustrato i dettagli della manifestazione, che si articolerà in due distinti momenti. All’interno dell’Anfiteatro, la conduzione sarà affidata a Milly Carlucci, che guiderà il pubblico attraverso "quadri artistici" dedicati alle più celebri arie d’opera italiane. Queste esibizioni si alterneranno con le interpretazioni delle canzoni napoletane classiche, affidate a un parterre di artisti di fama mondiale. Tra i protagonisti figurano nomi del calibro di Plácido Domingo, che canterà "Dicitencello Vuje" insieme a Serena Autieri, Vittorio Grigolo con la sua versione di "'O sole mio", Gigi D'Alessio che proporrà "'O surdato 'nnammurato", Sal Da Vinci con "Tu ca nun chiagne", Serena Rossi in "Era di maggio", Massimo Ranieri con "Te vojo bene assaje", Gianni Morandi che interpreterà "Caruso" e Patti Smith, la quale si esibirà su un’aria e canterà "Because the night" in versione sinfonica.

L’imponente allestimento scenico coinvolgerà ben 500 artisti, con l’Orchestra, il Coro e il Corpo di Ballo dell’Arena di Verona.

Un brindisi storico e la valorizzazione del patrimonio

Parallelamente, all’esterno dell’Arena, Paolo Belli animerà un segmento dedicato alla preparazione e all’allestimento di una grande cena popolare pensata per mille persone, impreziosita dalle suggestive luminarie di Scorrano. Un momento clou della serata sarà il tentativo di realizzare il più grande brindisi della storia, trasmesso in diretta televisiva. Il ministro Mazzi ha voluto chiarire la scelta del nome dell’evento, sottolineando che non è "né provocatorio né ironico" in relazione all’esclusione dell’Italia dai Mondiali di calcio.

L’intento è piuttosto quello di "affermare che l’Italia è campione del mondo" in svariati ambiti, non limitandosi unicamente al settore sportivo.

Anche il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha ribadito l’importanza di questa visione. Ha evidenziato come, pur essendo "una nazione che ama il calcio, è indubbio, ma non è tutto", sia fondamentale "raccontare ciò che c’è di buono" nel Paese, inquadrando ogni aspetto in un contesto di positività e valorizzazione delle eccellenze italiane.

La strada verso il riconoscimento Unesco per la canzone napoletana

La candidatura della canzone napoletana classica a patrimonio Unesco rappresenta un passo significativo per la tutela e la promozione di un genere musicale che ha segnato profondamente la cultura italiana e mondiale.

Il ministro Mazzi ha spiegato che l’obiettivo è quello di seguire il percorso virtuoso già intrapreso con successo dalla cucina italiana per ottenere il medesimo riconoscimento. Per la preparazione del dossier scientifico necessario, che richiederà circa un anno di lavoro, è stato istituito un gruppo di studio guidato da Renzo Arbore, riconosciuto come uno dei massimi esperti e conoscitori della canzone napoletana, avendola studiata fin dai primi anni Novanta. Il lancio ufficiale di questa importante candidatura avverrà proprio in occasione dell’evento veronese, alla presenza dei 100 delegati Unesco, appositamente giunti da Parigi con un volo organizzato per l’occasione.

Questo evento si configura come un appuntamento di grande rilevanza per la promozione della cultura italiana e, in particolare, della ricca tradizione musicale partenopea, coinvolgendo attivamente artisti di fama internazionale e le principali istituzioni nazionali in un progetto ambizioso di valorizzazione e riconoscimento a livello globale.