Ancona si prepara a un significativo percorso culturale in vista del suo ruolo di Capitale Italiana della Cultura 2028. Tre importanti mostre alla Mole Vanvitelliana scandiranno il cammino della città. L’assessora alla Cultura del Comune di Ancona Marta Paraventi ha presentato un ciclo triennale di esposizioni, interamente dedicato al Novecento italiano e marchigiano. Le mostre sono concepite come una vera e propria trilogia di ricerca, che connette la storia artistica locale con il contesto nazionale e internazionale.

Un omaggio a Cagli e l'astrattismo italiano

La curatela dei tre eventi è affidata a Gabriele Simongini, storico dell’arte e curatore, noto per aver organizzato nel 2025 la mostra ‘Il tempo del futurismo’ alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Il ciclo espositivo prenderà il via a gennaio del prossimo anno con una mostra monografica dedicata a Corrado Cagli, artista nato ad Ancona nel 1910 e scomparso a Roma nel 1976. L'evento, che celebra il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, sarà anticipato a dicembre di quest’anno da una giornata di studi sul pittore presso la Pinacoteca Civica di Ancona.

L’allestimento dedicato a Cagli prevede un corpus di opere tra le 70 e le 80 unità.

Circa una trentina di queste ripercorrono la produzione dell’artista dagli anni Trenta agli anni Settanta, provenienti principalmente da musei pubblici, inclusa la Pinacoteca Civica di Ancona, e dall’Archivio Cagli. Le restanti opere proporranno un dialogo con Cagli e i suoi contemporanei, tra cui Pericle Fazzini, Ivo Pannaggi, Sante Monachesi, Luigi Bartolini, Orfeo Tamburi, Eliseo Mattiacci e Valerino Trubbiani. Particolare attenzione sarà rivolta a Edgardo Mannucci, che condivise con Cagli l’interesse per la materia come campo di energia e trasformazione, e ad Alberto Burri, unico artista non marchigiano presente.

Da Licini alla Transavanguardia: un percorso nel Novecento

La seconda tappa di questa trilogia sarà incentrata su Osvaldo Licini, spesso definito il ‘Klee italiano’.

La sezione introduttiva presenterà opere di Kandinsky, Klee e Balla, per evidenziare le differenze tra l’astrattismo europeo e quello italiano. L'astrattismo italiano sarà rappresentato dai lavori di Atanasio Soldati, Fausto Melotti, Lucio Fontana, Luigi Veronesi e Bruno Munari, “compagni di strada” di Licini alla Galleria del Milione di Milano.

A chiudere il ciclo, la terza esposizione si focalizzerà sulla Transavanguardia, con un approfondimento specifico sull'opera di Enzo Cucchi. Questa mostra permetterà di rileggere, dopo Licini e la linea poetica dell'astrazione, la libertà dell’immagine, la pluralità dei linguaggi e il superamento delle ortodossie novecentesche, ricollegandosi così alle prime due mostre.

L’assessora Marta Paraventi ha sottolineato l'importanza strategica di questo progetto: “Questa trilogia intende restituire ad Ancona e alle Marche il posto che meritano nella storia dell’arte italiana contemporanea. Cagli, Licini e la Transavanguardia non sono solo tre capitoli espositivi, ma una vera e propria visione culturale. Vogliamo che la Mole Vanvitelliana diventi sempre più una sede di mostre di ricerca, capace di attrarre prestiti, studiosi, pubblico e relazioni nazionali.” Il progetto si inserisce nel percorso di Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028 e punta a rafforzare l’identità culturale della città attraverso la valorizzazione della memoria e la promozione di conoscenza e nuova energia.