Un viaggio nel tempo, costruito con una maniacale cura dei dettagli, è quello che Max Pezzali ha portato sul palco dello Stadio San Nicola di Bari, gremito in ogni ordine di posto. La tappa pugliese del tour Max Forever – Gli Anni d’Oro, che proseguirà con due date allo Stadio Euganeo di Padova (8 e 9 luglio) e allo Stadio San Siro di Milano (11 e 12 luglio), si è rivelata un grande successo. Il pubblico ha cantato a squarciagola tutti i brani del repertorio degli 883, che Pezzali continua a far rivivere nei suoi concerti.
Il Festival Max e l’omaggio al Festivalbar
Dopo aver scaldato l’atmosfera con la diffusione di Un’estate italiana (Notti Magiche) di Edoardo Bennato e Gianna Nannini, la notte barese è iniziata con un video registrato di Amadeus, incaricato di annunciare il Festival Max. Il riferimento al celebre Festivalbar, manifestazione simbolo delle estati italiane, è stato immediato. Non a caso, gli 883 vinsero l’edizione del 1995 con Tieni il tempo, proprio il brano scelto da Pezzali per inaugurare il concerto.
Simboli cult e grandi successi
Il palco, impreziosito da numerosi simboli iconici degli anni ’90 come il Cubo di Rubik, il Walkman, il Game Boy, il floppy disk, il CD-ROM e il celebre logo di MTV, trasformato per l’occasione in MAX, ha fatto da cornice a uno spettacolo all’insegna della nostalgia.
In questa prima parte dello show, il cantautore pavese ha riproposto alcuni dei suoi successi più amati, tra cui Bella Vera, Sei un mito e La regola dell’amico, solo per citarne alcuni, dando vita al cuore del Festival Max.
Il dialogo tra il Max di ieri e quello di oggi
Nella seconda parte del concerto, sui due grandi schermi che riproducevano le tasche posteriori di un paio di jeans, è andato in scena un divertente scambio tra il Max Pezzali di oggi e il giovane Max degli anni ’90.
Quest’ultimo ha chiesto se «quella canzone che parla di pubblicità» fosse ancora in voga. La risposta è stata un deciso «Certo!», che ha dato il via alle note di Hanno ucciso l’Uomo Ragno, uno dei momenti più coinvolgenti della serata, capace di infiammare l’intero San Nicola.
L’intervallo e la scelta del pubblico
Dopo Una canzone d’amore, eseguita in uno stadio illuminato dalle torce degli smartphone, è arrivato il momento dell’Half Time, una pausa spettacolare durante la quale il pubblico si è divertito con la Dance Cam, la Single Cam e la Birra Cam.
A decidere il brano della ripartenza è stato poi un applausometro che, come prevedibile, ha incoronato La regina del Celebrità, accolta con entusiasmo dai presenti.
L’omaggio a Igor Protti emoziona Bari
La parte finale dello show ha regalato due momenti particolarmente significativi. Il primo è stato il coinvolgente coro collettivo su Nessun rimpianto, con Max Pezzali che ha invitato il pubblico a cantare praticamente da solo il celebre brano.
Il secondo, ancora più emozionante, è arrivato durante l’esecuzione di Gli anni. Oltre al video dedicato ai grandi protagonisti del calcio italiano, un autentico amarcord in un periodo in cui l’Italia è soltanto spettatrice della Coppa del Mondo, sul palco sono apparse due maglie del Bari, una bianca e una rossa, entrambe appartenute a Igor Protti, storico centravanti biancorosso recentemente scomparso.
L’immagine dello Zar ha chiuso il filmato che accompagnava la canzone, suscitando una lunga ovazione da parte del pubblico barese e regalando uno dei momenti più toccanti dell’intera serata.
Il finale annunciato da Uan
L’ultima chicca del concerto di Max Pezzali è l’apparizione di Uan, la storica mascotte di Bim Bum Bam, che riporta il pubblico indietro nel tempo e annuncia la festa finale.
A quel punto partono le note di Nord Sud Ovest Est, uno dei brani più iconici degli 883, che dà vita a numerosi trenini tra il pubblico assiepato sul prato dello Stadio San Nicola.
È l’ennesimo momento di condivisione di una serata che ha celebrato la musica e i ricordi di un’intera generazione. Il sipario cala poi con Con un deca, il brano che tradizionalmente chiude i concerti di Max Pezzali e che accompagna i saluti finali tra cori, applausi e l’entusiasmo di un pubblico che, per oltre due ore, ha viaggiato indietro nel tempo fino agli indimenticabili anni ’90.