La quinta edizione del festival Dolcevita‑sur‑Seine, svoltasi dal 2 al 6 luglio 2026 alle Arènes de Lutèce di Parigi, ha registrato un successo straordinario, accogliendo oltre 13.000 spettatori. Questo record ha consolidato il legame tra il pubblico parigino e il cinema italiano. L'iniziativa, che celebra il gemellaggio culturale Roma-Parigi, ha offerto una ricca programmazione: ventuno film (cinque cortometraggi inclusi), retrospettiva, anteprime, Premio del Pubblico, mostra fotografica, laboratorio teatrale e un concerto con dj set RomanoDisco.
Eventi e riconoscimenti
Tra i momenti salienti, Alba Rohrwacher ha presentato in anteprima il film Tre ciotole alle Arènes de Lutèce, definendole “una piazza magnifica”. La pellicola sarà distribuita in Francia dal 2 settembre 2026. La retrospettiva “ÉTERNA”, con Cinecittà, ha esplorato la Roma del cinema tramite grandi classici restaurati come Un sacco bello di Carlo Verdone e Brutti, sporchi e cattivi di Ettore Scola.
L'edizione ha avuto una forte connotazione istituzionale, con il sostegno dell'Ambasciata d'Italia in Francia e la partecipazione dell'Ambasciatrice Emanuela D’Alessandro e del Console generale d’Italia, Jacopo Albergoni, che ha consegnato il Prix Ristretto 2026 a Gabriele Manzoni per il cortometraggio Un Sole Bellissimo.
Il Prix du Public Dolcevita‑Italian Screens ha premiato Gioia Mia di Margherita Spampinato, selezionato tra cinque opere inedite dirette da donne. Roberto Stabile di Cinecittà ha lodato la “vitalità del nuovo cinema italiano” all’estero. Il festival ha anche inaugurato un nuovo capitolo teatrale con il Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli del Teatro di Roma.
La chiusura musicale ha visto oltre mille partecipanti al concerto-ballo popolare romano-parigino curato da RomanoDisco. Un confronto emozionante è stato quello con Ninetto Davoli per la proiezione di Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini. Il festival si è concluso con il classico I soliti ignoti (Le Pigeon) di Mario Monicelli, con il saluto di Éric Toledano: “Dobbiamo tutto alla commedia all’italiana”.