Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha accolto con favore la revoca del "patentino antifascista" per ‘Più libri più liberi’, la Fiera nazionale della piccola e media editoria. L'evento, in programma dal 4 all'8 dicembre alla Nuvola a Roma, aprirà agli editori che non hanno sottoscritto l'adesione ai principi costituzionali e ai valori dell'antifascismo, ampliando la platea dei partecipanti.

Giuli ha sottolineato che "la cultura deve rimanere uno spazio di libertà, aperto al pluralismo e al confronto, senza filtri anacronistici o certificazioni ideologiche.

La qualità delle opere e delle idee è l'unico criterio che deve orientare la vita culturale della nostra nazione". Questa posizione ha trovato ampio consenso tra intellettuali ed editori, già pronunciatisi contro tali criteri di selezione ideologica per le fiere.

La decisione della fiera e il dibattito nel settore

L'eliminazione del requisito del patentino antifascista è stata adottata dall'Associazione italiana editori (AIE), organizzatrice della Fiera, dopo un confronto interno e considerando il dibattito culturale. Questa scelta ridefinisce i criteri di accesso per la manifestazione annuale, che nelle precedenti edizioni ha ospitato circa cinquecento espositori e decine di migliaia di visitatori.

La discussione sui limiti ideologici nelle fiere editoriali è significativa, toccando la pluralità del panorama editoriale italiano. Per le realtà indipendenti e di piccola e media dimensione, appuntamenti come ‘Più libri più liberi’ sono vitali per la diffusione delle pubblicazioni e il confronto con pubblico e operatori.

‘Più libri più liberi’: un evento chiave per l'editoria

Fondata nel 2002 a Roma dall'AIE, ‘Più libri più liberi’ è il principale appuntamento fieristico per la piccola e media editoria. Alla Nuvola di Fuksas (EUR), simbolo della visibilità del comparto indipendente, offre ogni anno un ricco programma di incontri, dibattiti, presentazioni e laboratori, registrando oltre centomila visitatori e più di cinquecento editori.

La rimozione dell'obbligo di adesione ai principi antifascisti sollecita una riflessione sulla funzione culturale delle fiere e sull'equilibrio tra tutela dei valori costituzionali e promozione della libertà di espressione. Il ruolo di eventi come ‘Più libri più liberi’ nel valorizzare diversitàe pluralismo dell'offerta editoriale resta fondamentale.