Il 2 luglio 2026, all'Hotel de Russie di Roma, è stato presentato Made in China, documentario di Fabio Masi promosso dalla Fondazione Innovation Bridge di Giancarlo De Leonardo. Il film, in onda a luglio sui canali Rai, segue una delegazione italiana – imprenditori ed esperti di IA – nel viaggio attraverso i hub dell'innovazione cinese, esplorando le dinamiche di colossi tecnologici.

Il progetto nasce dal ritardo italiano nell'adozione tecnologica: solo il 33% delle aziende ha implementato soluzioni di IA, e il 76% delle PMI non investe né prevede di farlo.

La Fondazione Innovation Bridge, promotrice della cultura tecnologica, sottolinea che l'innovazione non è solo tecnologia, ma soprattutto visione. Giancarlo De Leonardo ha dichiarato: "In Cina abbiamo visto come ricerca, industria, università e istituzioni lavorino insieme per costruire il futuro. Con 'Made in China' si vuole condividere l'esperienza e aprire un dibattito su come l'Italia possa affrontare la trasformazione digitale, investendo in competenze e innovazione."

Il viaggio e lo sguardo sull'Occidente

Made in China si configura come un percorso che segue le orme di Marco Polo, offrendo un confronto diretto tra il futuro immaginato e quello già in atto in Cina. Il documentario va oltre la descrizione di una Cina ipertecnologica, concentrandosi sulle esperienze umane di chi si confronta con modelli di sviluppo diversi.

Di fronte a metropoli automatizzate, robotica e leader nell’IA, i partecipanti alternano stupore, ammirazione e spirito critico. Questa pluralità di sguardi, arricchita da interviste e testimonianze, genera una riflessione collettiva sui ritardi e le potenzialità del sistema produttivo occidentale. L'immersione nella realtà cinese diventa cruciale per ripensare strategie e priorità della transizione digitale.

Produzione e la sfida globale

Prodotto da Growing Production su idea di Giancarlo De Leonardo, il documentario dà voce a imprenditori ed esperti di AI, testimoni del "salto generazionale" cinese. L'opera propone un punto di vista critico sui ritardi europei, sintetizzato da: "La tua prima volta in Cina non cambia il modo di vedere l’Oriente.

Cambia il modo di vedere l’Occidente." Nel contesto globale, Made in China riflette sulle fragilità, i ritardi e le contraddizioni del Vecchio Continente rispetto ai nuovi modelli di sviluppo. Le tappe visitate rappresentano i fulcri di un ecosistema tecnologico. Attraverso una narrazione esperienziale, il documentario evidenzia come la transizione digitale sia un processo non solo tecnologico, ma anche umano e identitario, ridefinendo il ruolo di impresa, ricerca e formazione nella competizione globale.