Ieri, 23 luglio, il Noisy Naples Fest 2026 ha aperto finalmente i battenti in un nuovo spazio allestito all’interno del viale delle 28 fontane alla Mostra d’Oltremare. Tanta, tanta musica, ovviamente, con i live principali degli Skunk Anansie (tantissima adrenalina in circolo durante il loro concerto), Franz Ferdinand – prima volta in concerto a Napoli per la band scozzese - e Bluvertigo. Non solo: c’è stato spazio anche, nel pomeriggio, per Grove e, di sera, per il dj-set di Virgin Radio con Ringo.

Ad animare la giornata d’esordio della nona edizione del Noisy Naples Fest anche Addolorata, Esco X Bellettini, Yum e Yab Killer.

Poi, dopo i live principali sul palco conclusisi con quello dei Franz Ferdinand, per chi aveva ancora voglia di ballare anche un after-show nel foyer dell’Arena Flegrea con il dj set di Russell Leetch e Elliott Williams della band britannica Editors e di San Juno.

Insomma, tanta carne a cuocere. Nel pomeriggio il sole rovente che picchiava come un martello non ha fatto paura almeno a chi, entrato all’apertura cancelli alle 17 o poco dopo, si è posizionato in area pit gold, data l’ombra procurata dal palco del Noisy Naples Fest.

Il live dei Bluvertigo

La maratona musicale è iniziata con gli Addolorata, passando per i Grove e Yum e Yab Killers. Poi, ecco i Bluvertigo di Marco Castoldi, in arte Morgan, accompagnato dai compagni di band Andrea "Andy" Fumagalli (tastiere, sintetizzatori, sax, cori), il chitarrista Livio Magnini, Sergio Carnevale alla batteria.

Della formazione capitanata da Morgan il pubblico ha apprezzato soprattutto Fuori dal tempo, Siamo solo più soli, Sono = Sono, Altre F.D.V.

Il live degli Skunk Anansie, un concentrato di adrenalina allo stato puro

Dopo il dj set di Esco x Bellettini, arrivano gli Skunk Anansie. La leader “Skin” Deborah Anne Dyer ieri era davvero in forma smagliante, accompagnata egregiamente da “Ace” Martin Kent (chitarra e cori), Cass Lewis (basso, voce) e la solida batteria di Mark Richardson. Un bellissimo magnetismo tra la band e il pubblico ha caratterizzato tutto il live, azzerando ogni distanza e resistenza con Skin a far da mattatrice, tra salti, acuti prorompenti alternati a passaggi vocali di una dolcezza disarmante, come in You’ll follow me down.

Veramente un cuore infinito quello che ci ha messo la leonessa londinese nel live di ieri, uscendone felice in un bagno di sudore. Si parte con una This means war da applausi, passando per le elettrizzanti Charlie big Potato e because of you accolte dalle urla di approvazione e le danze del pubblico. Tutti a saltare insieme a Skin con Love someone else coronata da grandissimi applausi finali. È stata la volta, poi, di un'abbastanza coinvolgente An artist is an artist. Dopo la commuovente God loves only you, ecco una delle hit iconiche degli Skunk Anansie, Hedonism, cantata e applaudita da tutti. Così come Weak: è in quel momento che Skin scende momentaneamente dal palco per stare ancora più a contatto con i fan .

Anche Twisted (Everyday hurts) e My ugly boy hanno ricevuto un’accoglienza caldissima dal pubblico della Mostra d’Oltremare, mentre durante I can dream Skin si è fatta un vero e proprio viaggio nel ventre del pubblico durato alcuni minuti, prima di tornare sul palco. Dopo Animal e Yes it’s fucking political, è stata la volta di Tear the place up, che ha fatto saltare e gridare proprio tutti durante quel “up” ripetuto in modo incalzante, con Skin che – non contenta (si fa per dire) - ha invitato il pubblico a gridare ancora di più. Dal saltare al pogare vero e proprio il passo è stato breve ed è stato fatto con Little baby swastika, il che è continuato, sebbene in tono minore, anche con Cheers.

Applausi e balli hanno accompagnato anche Secretly, altro grande successo del gruppo britannico. La dolcezza infinita con cui Skin ha intonato You’ll follow me down ha fatto da preambolo ai brani di chiusura del live: Highway to hell, celebre cover degli AC/DC che Skin ha onorato più che degnamente, mentre nelle prime file si pogava e si applaudiva senza sosta, il che ha trovato conferma anche con Intellectualise my blackness.

Il live dei Franz Ferdinand: tutti a ballare con Take me out e Do you want to

A precedere il live dei Franz Ferdinand il dj-set di Ringo di Virgin Radio. A dare manforte al frontman Alex Kapranos (voce, chitarra), Bob Hardy al basso, Audrey Tait (batteria, cori), Dino Bardot (chitarra), Julian Corrie alle tastiere.

L’apertura del loro concerto è stata affidata a The dark of the matinée, che molti hanno ballato e tanti applaudito. Buona l’accoglienza anche per Walk away e Night or day, No you girls, Evil Eye e Build it up. È stata poi la volta di 40’ e poi Do you want to. Quest’ultima ha fatto scatenare le danze e i battimani del pubblico, così come Hooked, mentre un po’ meno presa sembrano averla fatta Michael e Bar Lonely. Con Love illumination l’energia tra il pubblico è di nuovo salita su per poi schizzare in vetta con la superhit da miliardi di visualizzazioni Take me out. Dopo Outsiders, è stata la volta dei bis con Audacious, Jacqueline, Ulysses, Always discending, Evil and heathen e l’adrenalinica This fire, la cui versione eseguita a Napoli, però, è sembrata troppo lunga (circa 10 minuti) a chi scrive, facendo così un po’ scemare le emozioni suscitate dal brano.