Il documentario “Leone a Roma”, prodotto dal Dicastero per la Comunicazione, rappresenta la terza puntata di un ciclo dedicato alla vita di Robert Francis Prevost, oggi Papa Leone XIV. Il film ripercorre i suoi anni giovanili trascorsi nella Città Eterna, svelando episodi di vita quotidiana, esperienze formative e momenti di svago prima del suo pontificato. La narrazione prende avvio dalle manifestazioni come “Roma contro i missili” nell’ottobre del 1983, con il cartello “Agostiniani per la pace”, prosegue con le gite in pedalò sui laghi del Trentino e le foto scattate in Sicilia davanti ai caratteristici carretti.

Non manca il richiamo alle serate trascorse a guardare “Quelli della notte”, la celebre trasmissione televisiva di Renzo Arbore. Come racconta il confratello agostiniano Giovanni Lenzi: “Avevamo in camera mia un piccolo televisore, in bianco e nero… tutti i giorni, alla sera dopo le 10 iniziavamo a vedere… per noi era la nostra ricreazione”.

Il documentario offre inoltre sinceri momenti di vita comunitaria. Lenzi ricorda le abitudini di studio di Prevost: “studiava fino alle tre, le quattro, poi alle sei si alzava”. Padre Ciro Musiello racconta con ilarità lo scherzo del futuro Pontefice che piazzò una sveglia sull’armadio. Padre Pietro Bellini sottolinea la sua solida preparazione: “ha tre lauree, la prima in matematica”, e possiede “una mente che è una specie di orologio”.

Gianfranco Casagrande rammenta un episodio drammatico in Perù, quando Prevost, alla guida di un furgone, scivolò in un burrone a causa di uno smottamento. Reagì con notevole freddezza, dettando ordine: “scendete uno per volta”, un momento interpretato come segno che “La Provvidenza ha visto che l’autista doveva diventare il successore di San Pietro”.

I materiali visivi includono foto iconiche, tra cui una che lo ritrae con la talare abbinata a scarpe da ginnastica, e immagini con i giovani che ha incontrato in diverse occasioni. Emergono poi i ricordi più personali: la chiamata di Papa Francesco che lo volle da Chiclayo a Roma come Prefetto del Dicastero dei Vescovi, e successivamente lo creò cardinale.

La religiosa Lia Zervino riferisce il commento della madre di Prevost, che, interrogata sul ruolo delle donne nella Chiesa, rispose: “lo so che sono più importante di tuo padre”. Infine, il personal trainer Valerio Masella osserva: “Si vede che ha fatto sport tutta la vita”. Il documentario “Leone a Roma”, arricchito da interviste, filmati e immagini d’archivio, è stato realizzato dal Dicastero per la Comunicazione grazie ai giornalisti Felipe Herrera-Espaliat, Salvatore Cernuzio, Tiziana Campisi, con il montaggio di Jaime Vizcaíno Haro.

La diffusione del documentario vaticano

Il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede ha ufficialmente pubblicato “Leone a Roma” il 1 luglio 2026 alle ore 18:00 (ora di Roma) sui canali ufficiali di Vatican News, disponibile in italiano, inglese e spagnolo, e offerto ai media internazionali che ne avessero fatto richiesta.

Lo stesso giorno, alle 17:00, si è tenuta una proiezione in anteprima alla Filmoteca Vaticana per i giornalisti accreditati. Questo film è il terzo di una serie dedicata a Prevost, preceduto da “León de Perú” (giugno 2025), sulle sue missioni in Sudamerica, e “Leo from Chicago” (novembre 2025), sulle sue origini americane. Il documentario si propone di narrare circa diciannove anni del periodo romano di Prevost, dal suo arrivo nel 1981, attraverso i due mandati come priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, fino al suo ruolo nella Curia romana come Prefetto del Dicastero per i Vescovi, incarico che ha preceduto la sua elezione a Pontefice.

Significato dell'esperienza romana e la formazione del Papa

La narrazione filmata possiede un duplice valore: mostra la dimensione umana del Papa prima del pontificato e riflette la vita comunitaria degli agostiniani a Roma tra gli anni Ottanta e Duemila. Il contrasto tra lo studio assiduo fino a notte fonda, gli scherzi fraterni, le gite, e gli impegni formativi e pastorali, evidenzia una figura che ha saputo combinare disciplina, intelletto e spiritualità. L’inclusione di momenti di svago, come la visione di “Quelli della notte”, contribuisce a creare un ritratto completo e più vicino alle persone. Per i media vaticani, questo documentario completa il percorso formativo e biografico iniziato con le precedenti produzioni, contribuendo alla conoscenza della formazione di un Papa statunitense, passato dalla missione in Perù all’esperienza romana e poi alla Curia.

La serie cinematografica si conferma uno strumento narrativo capace di unire memoria, testimonianze personali e ricordi collettivi dell’ambiente religioso e umano che ha accompagnato Prevost nei suoi anni formativi.