Il Metropolitan Museum of Art di New York celebra il Rinascimento italiano con una straordinaria mostra dedicata all’arte dei Della Robbia, la famiglia fiorentina che tra Quattrocento e Cinquecento ha rivoluzionato la terracotta invetriata. L’esposizione, aperta al pubblico dal 10 agosto 2026 e visitabile fino al 17 gennaio 2028, riunisce per la prima volta in un’unica galleria la vasta collezione del Met, la più significativa negli Stati Uniti.

Al centro del percorso spicca un capolavoro monumentale di Andrea della Robbia, un’opera che torna alla luce dopo quasi settant’anni.

La rassegna ripercorre la perizia tecnica e l’innovazione artistica di tre generazioni di scultori: da Luca, l’inventore della tecnica, ad Andrea, fino a Giovanni.

L’iniziativa nasce da un recente restauro su cinque terracotte, che ha condotto a nuove ricerche e a due inedite attribuzioni. Tra queste, di particolare rilievo è la pala d’altare “Assunzione della Vergine”, un’imponente opera di tre metri per due, composta da 66 sezioni separate di terracotta invetriata. Donata al museo nel 1882 da Henry G. Marquand, fu la prima scultura monumentale rinascimentale a entrare nelle raccolte del Met.

Gli studi per la mostra hanno permesso di attribuire con maggiore certezza questa opera ad Andrea della Robbia, situandone la realizzazione intorno al 1485, in un momento di piena maturità creativa.

Attualmente, trentatré delle sessantasei sezioni restaurate sono esposte nella loro posizione originaria, affiancate da una ricostruzione virtuale dell’insieme. Questa rappresentazione, grazie a tecnologie 3D, offre una visione animata di come doveva apparire l’altare completo.

Un patrimonio riscoperto: restauri e nuove acquisizioni

La mostra, intitolata “Rediscovering Della Robbia at The Met”, rende visibili per la prima volta undici opere provenienti dalla collezione permanente e dai depositi del museo. Questo progetto, frutto di una collaborazione tra curatori, conservatori e specialisti digitali, ha permesso il recupero fisico delle sculture e nuove letture critiche. Il direttore del museo, Max Hollein, ha dichiarato: “Riunendo per la prima volta esempi eccezionali delle opere dei Della Robbia conservate al Met, restituiamo nuova vita a celebri lavori di Andrea grazie a nuovi restauri e nuove ricerche”.

Hollein ha inoltre evidenziato come il progetto consenta di riscoprire “la scala, l’impatto visivo e la risonanza emotiva” di sculture che hanno segnato il passaggio dal primo al pieno Rinascimento.

Un ulteriore elemento di rilievo è l’ingresso nella collezione di due importanti sculture di Giovanni della Robbia. Tra queste spicca la policroma “Mandorla Mistica”, ora formalmente donata al museo dalla collezione di Dick Wolf, il celebre produttore televisivo americano, creatore del franchise Law & Order. Le opere esposte coprono un arco temporale che va dal 1440 al 1530 e illustrano il carattere innovativo dell’atelier di famiglia, capace di trasformare materiali umili come l’argilla e smalti colorati in superfici modellate e luminose, apprezzate sin dal Rinascimento e definite “quasi eterne”.

I Della Robbia al Met: un dialogo tra arte e storia

Il Metropolitan Museum of Art custodisce oggi la più grande e importante raccolta di terracotte invetriate dei Della Robbia in America. Molti di questi manufatti giacevano nei depositi, ma grazie a questo progetto sono stati oggetto di attenta conservazione e studi approfonditi. Il percorso espositivo è arricchito dalla presenza di monumentali altorilievi e da piccole e raffinate sculture devozionali. Questa varietà illustra l’ampio spettro di soluzioni formali e il virtuosismo tecnico raggiunto dalla bottega fiorentina.

L’iniziativa si inserisce nel contesto di un progressivo recupero e valorizzazione del patrimonio artistico europeo da parte delle principali istituzioni museali statunitensi.

Il Met, fondato nel 1870, si è distinto per la sua costante attenzione verso la scultura rinascimentale italiana, come testimoniato anche dalla precedente mostra su Raffaello, che in soli tre mesi aveva attirato mezzo milione di visitatori. L’esposizione dei Della Robbia rappresenta, dunque, una nuova occasione per riscoprire e approfondire uno dei capitoli più originali e affascinanti dell’arte europea, offrendo al pubblico un raro sguardo su opere spesso non accessibili e sulle nuove frontiere della ricerca museale e tecnologica.