L'Eurovision Song Contest ha introdotto una modifica significativa al proprio regolamento, annunciata il 12 agosto 2026. La nuova norma stabilisce che il Paese vincitore, tradizionalmente ospitante dell'edizione successiva, non potrà più farlo qualora si trovi in stato di guerra o in una situazione geopolitica instabile. Questa decisione, comunicata dagli organizzatori, mira a garantire la sicurezza e la stabilità degli eventi futuri.
Il regolamento specifica che "l'emittente vincitrice non potrà automaticamente ospitare il Concorso se un conflitto armato, una situazione geopolitica sensibile o qualsiasi altra situazione influisce materialmente sulla sicurezza, l'incolumità o la stabilità del suo Stato o della sua regione immediata".
La misura si applica anche in presenza di circostanze che possano compromettere l'organizzazione sicura della manifestazione.
Dettagli delle nuove disposizioni
La modifica prevede che la decisione di escludere un Paese dall'organizzazione possa essere presa "in qualsiasi momento, anche prima della finale o immediatamente dopo l'annuncio del vincitore". L'emittente interessata sarà informata senza ritardi, insieme alle motivazioni della scelta. È fondamentale sottolineare che l'esclusione riguarda esclusivamente il diritto di ospitare l'evento e non pregiudica la partecipazione del Paese al concorso né l'esito della gara musicale.
Questa nuova regola interrompe la tradizione secondo cui il Paese vincitore diventa automaticamente l'ospitante dell'edizione successiva.
Un precedente si è già verificato nel 2022, quando, a seguito della vittoria dell'Ucraina e del conflitto in corso, il festival si era svolto nel Regno Unito, classificatosi al secondo posto.
Il ruolo dell'Unione Europea di Radiodiffusione
L'Unione Europea di Radiodiffusione (UER), ente organizzatore dell'Eurovision, ha pubblicato le nuove regole generali per la prossima edizione del concorso, che si terrà in Bulgaria nel maggio 2027. Oltre alla questione legata ai Paesi in guerra, il regolamento introduce anche l'innalzamento a diciotto anni dell'età minima per la partecipazione.
La UER ha ribadito che la decisione di negare l'organizzazione a un Paese coinvolto in conflitti non incide sulla sua possibilità di partecipare o sull'esito della competizione. L'obiettivo primario è tutelare la sicurezza di partecipanti, pubblico e organizzatori, preservando il carattere strettamente musicale e non politico del festival.